Turchia, alta tensione: 163 militari in carcere per il tentato golpe

mappa_turchiaIl capo dell’esercito Ksaner chiede chiarimenti al governo. Istanbul, 14 feb. – Alta tensione in Turchia, dove nel fine settimana 163 militari in servizio o in pensione sono finiti in manette per il presunto tentato golpe del 2003, il cosiddetto piano Balyoz, che secondo le accuse avrebbe mirato a rovesciare il governo islamico moderato di Recep Tayyip Erdogan. Una mega retata che per qualcuno ha più il sapore di un regolamento di conti del governo contro l’esercito che di un’azione giudiziaria. E il quotidiano Hurriyet, da sempre critico con l’esecutivo, titola oggi “Un’ondata di arresti cancella ogni dubbio su chi comanda davvero” in Turchia. Ieri il capo di Stato Maggiore, Isik Kosaner, ha incontrato il premier Erdogan. All’incontro, durato 40 minuti, era presente anche il ministro della Difesa, Mehmet VecdiGonul, e il capo dell’esercito avrebbe chiesto chiarimenti. Erdogan, secondo le ricostruzioni dei giornali, avrebbe assicurato che non c’è stata alcuna pressione da parte del governo sulla magistratura. I militari sono stati arrestati tra venerdì sera e domenica. Per tutti la stessa accusa: tentato golpe e terrorismo per il presunto piano del 2003, un piano per cui gli arrestati erano in realtà già sotto processo da dicembre insieme ad altri 33 ufficiali. Secondo i pubblici ministeri l’esercito – da sempre custode dello Stato secolare – voleva mettere in atto una strategia della tensione, con attentati ad aerei e luoghi di culto, per rovesciare l’esecutivo Erdogan considerato pericoloso per la tenuta della nazione fondata da Mustafa Kemal Ataturk nel 1923.

I giudici: il progetto non era solo un piano per un’esercitazione

Tutto è iniziato venerdì in serata, quando, a conclusione della tredicesima udienza del processo sul Balyoz, la decima Corte Penale di Istanbul ha decretato, a sorpresa, l’arresto immediato di 133 imputati, a cui nel fine settimana si sono aggiunti altri 30. I giudici hanno trovato “prove schiaccianti” per le quali il Balyoz non era un semplice piano teorico studiato nei seminari per ufficiali, come sostengono la difesa e molti analisti nel Paese, ma un vero e proprio progetto di golpe. Fra gli arrestati ci sono anche alcuni nomi eccellenti, come l’ex capo delle Forze aeree, Ibrahim Firtina, e quello delle forze marittime, Özden Örnek. In carce anche l’ex generale Cetin Dogan, considerato dall’accusa la mente del piano Balyoz. Il piano Balyoz, secondo gli inquirenti, è legato ai piani ad Ergenekon, un’organizzazione che da anni opererebbe per destabilizzare il governo guidato da Erdogan e dal suo Akp, il Partito islamico-moderato per la giustizia e lo sviluppo. Dell’organizzazione farebbero parte giornalisti, imprenditori, militari, elementi dei servizi segreti deviati. Al momento ci sono tre processi aperti su Ergenekon, con oltre 300 imputati e uno per il Balyoz. In proposito il paese è diviso tra chi ritiene che questi processi siano una grande occasione per una piena democratizzazione e chi pensa che siano solo un espediente per mettere fuori gioco i militari che, insieme con una parte di magistratura, rappresentano l’opposizione più dura al governo Erdogan. Praticamente un golpe bianco. (TMNews)

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