Siria: Obama pensa ad un intervento come in Kosovo

Obama-Siria-armi-chimicheNew York, 24 ago – Gli Stati Uniti vedono nella guerra aerea della Nato in Kosovo del 1999 il modello per un possibile intervento militare in Siria per rispondere agli attacchi con armi chimiche.

A riferirlo è il New York Times, secondo il quale l’amministrazione Obama sta studiando l’intervento di 14 anni fa contro la Serbia come precedente su cui fondare “un’azione senza il mandato delle Nazioni Unite”, visto il probabile veto della Russia a qualsiasi intervento. Il Kosovo, rileva il quotidiano Usa, ha molte analogie con la Siria perchè anche lì c’erano state stragi di civili e la Russia aveva legami di lunga durata con il governo che ne era considerato responsabile. “Nel 1999 il presidente Bill Clinton aveva usato l’appoggio della Nato e il fondamento logico di tutelare una popolazione vulnerabile per giustificare 78 giorni di incursioni aeree”, ha osservato il Nyt. Fonti dell’Amministrazione Obama hanno però precisato che si tratta solo di valutazioni preliminari in quanto non c’è ancora alcuna decisione su un eventuale intervento militare.

Segretario alla Difesa USA: pronti ad ogni opzione. Flotta rafforzata nel Mediterraneo

Gli Stati Uniti sono pronti ad eseguire qualsiasi opzione scelta dal presidente Barack Obama a seguito delle informazioni secondo cui il regime siriano avrebbe utilizzato armi chimiche sui civili. “Il Dipartimento della Difesa – ha detto il segretario alla Difesa, Chuck Hagel, mentre era in volo per l’Asia – ha la responsabilità di fornire al presidente opzioni per tutte le emergenze e questo richiede il posizionamento delle nostre forze e dei nostri asset per essere in grado di attuare qualsiasi opzione il presidente possa scegliere”. Hagel non è voluto entrare nei dettagli, ma secondo alcuni media, la marina americana sta rafforzando la sua presenza nel Mediterraneo. Sempre in merito all’utilizzo di armi chimiche da parte della Siria, i consiglieri di sicurezza nazionale di Obama questo fine settimana si riuniranno alla Casa Bianca per discutere le opzioni americane, tra cui una possibile azione militare.

“Il presidente – ha detto Hagel – ha chiesto al dipartimento della Difesa delle opzioni. Come sempre, il dipartimento è preparato, è stato preparato, per offrire al presidente degli Stati Uniti opzioni su tutti i rischi e continueremo a farlo”. “Abbiamo a che fare con un problema molto serio – ha concluso Hagel – stiamo lavorando con i nostri partner internazionali, con la comunità internazionale e con le Nazioni Unite. Stiamo esaminando tutte le opzioni”. In precedenza un funzionario del Pentagono ha detto alla Cnn che la lista di attacchi a potenziali obiettivi è stata aggiornata e che la pianificazione include l’utilizzo di missili da crociera. E’ previsto, sostiene la Cbs, che il capo di stato Maggiore, Martin Dempsey, nell’incontro alla Casa Bianca di oggi, esporrà tutte le opzioni di un eventuale attacco. Nel Mediterraneo, dove già si trovano altre tre navi da guerra Usa, aggiunge la Cnn, sarebbe stato inviato un cacciatorpediniere.

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