Siria: la GB dice no all’azione, Obama pronto ad andare da solo

Siria-proteste-casa-bianca400Centinaia in piazza contro intervento; informato il Congresso. New York, 30 ago – Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare la Siria da soli se necessario. Dopo lo schiaffo del parlamento inglese al primo ministro David Cameron, con la bocciatura per 13 voti della mozione per un intervento in Siria, la Casa Bianca lascia intendere che gli Usa potrebbero agire da soli, anche perchè si tratterebbe di un’operazione limitata per la quale non sarebbe necessaria una coalizione.

Il presidente americano Barack Obama non ha ancora preso una decisione e continua a valutare le opzioni a disposizione. Ma il no dei Comuni sembra incrinare l’asse fra Stati Uniti e l’alleato speciale inglese, che li ha affiancati in ogni importante operazione militare intrapresa da Washington, dall’invasione di Panama del 1989 in poi. ”Continueremo a consultarci con il governo inglese, uno dei nostri alleati più vicini – afferma la Casa Bianca dopo il voto inglese -. Le decisioni del presidente Obama saranno guidate da quelli che sono i migliori interessi degli Stati Uniti. Il presidente ritiene che ci siano in gioco interessi per gli Usa e che i paesi che violano le norme sul divieto di armi chimiche devono essere ritenuti responsabili”.

Le proteste in piazza

Intanto centinaia di manifestanti a New York e Washington scendono in piazza contro l’attacco Siria. Ieri sera a Times square, a New York, erano presenti sia sostenitori del presidente siriano Bashar al Assad sia americani contrari al coinvolgimento del Paese in una nuova guerra. “Usa, Nato non toccate la Siria”, hanno urlato. Khaldon Makhoul, 43 anni, medico siriano arrivato negli Stati Uniti 17 anni fa, ha esposto lo striscione “Siria=Iraq. Stesse bugie”. Anche Sharon Eolis, americana, ha affermato che “è la stessa cosa successa in Iraq”, quando Washington giustificò l’intervento con la presenza di armi di distruzione di massa: “Penso che gli Stati Uniti non hanno il diritto di andare in Siria”.

Le prove della responsabilità di Assad secondo il rapporto dell’intelligence

La Casa Bianca aggiorna il Congresso, offrendo ai leader informazioni non classificate sulle prove raccolte che – secondo l’amministrazione – proverebbero la responsabilità di Assad. I 15 membri del Congresso, incluso lo speaker della Camera John Boehner, ascoltano per 90 minuti gli aggiornamenti e le motivazioni dell’amministrazione per un possibile intervento. Secondo quanto riferito al termine della conference call, l’amministrazione ha ribadito di non avere dubbi sull’uso di armi chimiche da parte di Assad e questo anche sulla base delle comunicazioni intercettate fra alti funzionari del regime di Assad in merito a un attacco. Parlamentari e senatori si mostrano, al termine del confronto, spaccati fra chi sostiene la necessità di agire, chi più cautamente chiede ulteriori prove e alcuni che ritengono sia necessario aiutare i ribelli mentre si tenta di costruire una coalizione internazionale. Molti restano convinti che ci sia ancora da fare per l’amministrazione per convincere il pubblico su un intervento. Il rapporto dell’intelligence che mostra le responsabilità di Assad dovrebbe essere diffuso nelle prossime ore. Nessuna informazione – riferiscono i parlamentari – è stata offerta su un tempistica di un eventuale attacco e su chi ne pagherà i costi. Secondo indiscrezioni, un’eventuale misura sarà presa una volta che gli esperti dell’Onu lasceranno la Siria. Gli ispettori delle Nazioni Uniti lasceranno il paese sabato.

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