Siria, Dipartimento di Stato USA: “no ad un’azione ONU a causa della Russia”

Dipartimento-di-Stato-USANessuna azione militare a causa “dell’opposizione della Russia”. New York, 28 ago – “Non vediamo alcuna strada per una significativa azione del Consiglio [di sicurezza dell’Onu] sulla Siria a causa dell’opposizione della Russia”. Lo ha detto Marie Harf, viceportavoce del dipartimento di Stato americano. Per gli Stati Uniti infatti il progetto britannico di risoluzione per giustificare un attacco militare in Siria non avrà probabilmente esito positivo proprio per le pressioni da parte di Mosca.

Bonino frena intervento Italia anche con Onu. La politica plaude alla linea della prudenza

L’Italia mantiene le distanze da un sempre più probabile intervento militare in Siria, anche se ci fosse il via libera dell’Onu. “La nostra partecipazione non sarebbe automatica” ma ci vorrebbe un dibattito parlamentare, ha avvertito il ministro degli Esteri Emma Bonino. La priorità del governo, come è emerso oggi da un vertice a Palazzo Chigi presieduto dal premier Enrico Letta, è di accertare quanto prima le responsabilità dell’attacco chimico nei sobborghi di Damasco, facilitando il lavoro degli ispettori Onu.

Da Washington si moltiplicano gli indizi di un’imminente rappresaglia contro il regime di Assad in risposta all’uso di armi chimiche, ma in Italia al momento prevale la linea non-interventista. L’ulteriore frenata è arrivata oggi dalla titolare della Farnesina: anche con l’ok del Consiglio di sicurezza dell’Onu ad un’azione militare in Siria – ha puntualizzato Bonino – la partecipazione italiana “non sarebbe automatica”, piuttosto farebbe scattare un “serio dibattito in Parlamento”. Il collega della Difesa Mario Mauro ha detto ancora più chiaramente che “non ci sono spazi perche’ l’Italia prenda parte attivamente ad una nuova azione militare”, perchè i nostri soldati sono già impegnati “in Libano, Libia, Kosovo e Afghanistan”. Ed in caso di richiesta da parte degli alleati di concedere le basi militari, “che ancora non è arrivata”, ogni decisione del governo sarà “collegiale” e “sottoposta al Parlamento”, ha aggiunto Mauro, specificando che il governo vuole “evitare avventure al nostro Paese”.

La linea italiana, formalizzata dal premier Letta al termine di una riunione con i ministri Mauro e Bonino ed il vicepremier Alfano, è di “chiedere con grande forza all’Onu che sia chiarito quanto successo” in quel terribile attacco del 21 agosto. “L’utilizzo delle armi chimiche è un crimine contro l’umanità”, ha aggiunto Letta, confermando il sostegno agli ispettori perchè l’Italia “per tradizione richiede la legittimità attraverso atti motivati dall’Onu”. La “soluzione diplomatica” rimane l’unica opzione ritenuta valida a palazzo Chigi, nonostante i venti di guerra. Bonino ha sottolineato anche oggi che il governo “non crede alla soluzione militare”, anche se si comprendono “le ragioni che spingono alcuni Paesi a voler dare un avvertimento muscoloso” ad Assad. In ogni caso, ogni intervento fuori dal mandato Onu “non sarebbe una risposta adeguata, convincente e positiva, anzi rischierebbe di esacerbare una situazione più che esplosiva”, ha specificato la titolare della Farnesina. La prudenza del governo è apprezzata nelle aule parlamentari. Il Pd conferma il sostegno al ministro Bonino sulla contrarietà ad un’azione militare italiana, il Pdl parla della necessità di un “approccio pragmatico e di una soluzione politica”. E secondo il presidente della Commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini, “è giusto chiedere l’avallo del Consiglio di sicurezza Onu, che significherebbe un accordo tra Stati Uniti e Russia”.

Prodi, umiliare l’Onu non porta a risultati

”Non è certo facile punire e bloccare Assad senza intervenire nella guerra civile ma resta un punto fermo che l’unica possibilità di farlo senza ripetere le tragedie del passato è quello di mobilitare le risorse politiche, diplomatiche e militari dell’Onu”. Cosi’ l’ex premier, Romano Prodi, in un intervento sul Messaggero, relativo al caso Siria. ”Non è un compito semplice ma è chiaro che umiliare l’Onu come si è fatto in Libia non porta ad alcun risultato”, spiega. Per Prodi ”ben più positivo per aiutare la pace è stato invece l’intervento guidato dall’Italia in Libano nel 2006. Positivo – sottolinea – non solo per il nostro determinato impegno in favore della pace, ma perche’ compiuto sotto l’autorità dell’Onu e con l’attivo impegno anche di Cina e Russia”.

L’appello di Emergency, no all’intervento militare

Le guerre “per la pace” hanno solo alimentato altra violenza. Lo abbiamo visto con i nostri occhi in Iraq, in Afghanistan, in Libia, Paesi in cui i civili continuano a morire, ogni giorno. Così Emergency, che lancia un appello contro un intervento militare contro il regime siriano. Ai morti già causati dalla guerra in Siria, si legge in una nota, se ne aggiungeranno altri, perchè scegliere le armi oggi significa decidere sempre, consapevolmente, di colpire la popolazione civile: nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono sempre bambini, donne e uomini inermi.

Centinaia di migliaia di persone, prosegue la nota, hanno già abbandonato la Siria per cercare rifugio nei Paesi vicini. Li abbiamo incontrati anche in Sicilia, dove i nostri medici stanno garantendo le prime cure ai profughi che stanno sbarcando sulle coste di Siracusa. Per questo Emergency chiede che l’Italia rifiuti l’intervento armato e si impegni invece per chiedere alla comunità degli Stati l’immediato intervento diplomatico, l’unica soluzione ammissibile secondo il diritto internazionale, l’unica in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile.

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