Scudo Usa: il Cremlino attiva i radar sull’ Europa. Medvedev passa ai fatti

Medvedev-militariLo spettro della guerra fredda a ridosso delle elezioni a Mosca. Mosca, 30 nov – Il Cremlino passa ai fatti e attiva sull’Europa un radar dall’enclave russa di Kalingrad, tra la Polonia e la Lituania: una scelta che sembra voler agitare lo spettro di un ritorno alla Guerra Fredda. Secondo quanto si apprende dal Cremlino il radar di allarme missilistico di classe “Voronezh-DM” è in grado di identificare missili lanciati dai Paesi europei e controllare lo spazio aereo dal Polo Nord al Sud Africa.

A solo una settimana dalla minaccia del presidente russo Dmitri Medvedev di mettere i missili nell’enclave – se gli Usa non vorranno coinvolgere più attivamente la Russia nei loro piani di Scudo antimissile – il capo di stato russo si è recato direttamente al posto di comando delle unità militari che fanno funzionare il radar, e ha incontrato il comandante delle truppe di aerospaziali, di nuova costituzione, il tenente generale Oleg Ostapenko.

L’attivazione della base di Kaliningrad era già stata citata tra le misure per rispondere allo Scudo in Europa, sistema che secondo Mosca minaccia la sua sicurezza nazionale e per questo richiede “garanzie giuridicamente vincolanti” da parte della Nato, che finora ha sempre assicurato che il progetto è solo rivolto contro potenziali attacchi dall’Iran.

Congratulandosi con il personale della stazione, il presidente ha espresso la speranza che il radar “funzionerà come deve, per eseguire tutti i compiti ad esso assegnati”. “Le caratteristiche di questa stazione sono di molte volte superiori a simili disponibili a disposizione dei nostri alleati stranieri” ha fatto notare al presidente il tenente colonnello Sergei Brotskov, in un documento diffuso successivamente dal Cremlino. “Riuscite a identificare il luogo di lancio di un missile?” ha chiesto Medvedev. “Assolutamente sì. Allo start-up dei missili balistici, o altri tipi di missili dalle acque come l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, o addirittura dalla terra, la stazione rileva e poi identifica e fornisce informazioni su: il luogo di lancio, il bersaglio, ne determina il tipo di missile, il tempo di volo e la stima del crash”.

Certo lo spettro della Guerra fredda torna proprio a ridosso delle elezioni a Mosca. Medvedev – attualmente in piena campagna elettorale in patria per le legislative – ha poi sottolineato che la Russia ha bisogno di garanzie di sicurezza dagli Usa, non solo di dichiarazioni vuote. “Ci viene detto ‘non è contro di te’.
Bene ora vorrei dire: ‘Cari amici, questo radar, che ha iniziato il suo lavoro oggi, non è contro di voi, ma questo è per voi e per la soluzione dei problemi che ci siamo prefissati'” ha detto, lasciando aperta l’ipotesi-offerta di Mosca di far rientrare il dispositivo nel sistema antimissile Usa. Ossia una via d’uscita secondo Mosca in un tunnel che invece potrebbe riportare alla Guerra fredda. (TMNews)

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