Scudo antimissile: USA, “riuscito il test più impegnativo di sempre”

missiledefenceWashington, 15 apr. – Le Forze Armate americane hanno annunciato il completamento “con successo” del “test più impegnativo mai effettuato” sul proprio dispositivo nazionale di difesa dai missili balistici, o Bmd, più comunemente noto come “scudo”, contro eventuali attacchi di entità ostili, quali per esempio l’Iran o la Corea del Nord. Allo scopo è stato impiegato il sistema integrato “Aegis”, realizzato di concerto da “Lockheed Martin” e “Raytheon”, tra le più importanti compagnie statunitensi operanti nel settore militare: due satelliti sperimentali “Stss”, lanciati in orbita nel 2009, sono “riusciti a intercettare” un missile a portata intermedia, superiore cioè ai 3.000 chilometri, puntandolo e fornendone la traiettoria “dall’inizio alla fine”, e al termine permettendo di distruggerlo.

E’ la prima volta in cui il sistema “Aegis”, montato a bordo di un’unità navale, riesce a eliminare un bersaglio dalla gittata tanto ampia; e mai il missile intercettore “Sm-3” a guida satellitare aveva potuto colpirlo sulla base di dati raccolti da una seconda stazione radar remota. “Le indicazioni iniziali sono nel senso che tutti i componenti hanno funzionato così come erano stati concepiti”, rivendica in un comunicato la Mda, l’Agenzia Usa di Difesa Anti-Missilistica. “La capacità di utilizzare dati radar remoti per affrontare la minaccia di un missile balistico aumenta lo spazio di ingaggio, e l’area difesa dal missile anti-missile Sm-3” impiegato nel caso specifico, prosegue la nota: vi si sottolinea altresì come la riuscita del presente test abbia “dimostrato la resa” della prima fase dello specifico programma Epaa, acronimo di European Phased Adaptive Approach, annunciato dal presidente Barack Obama nel settembre 2009. Su quindici esperimenti complessivamente realizzati dal 1999, peraltro, finora hanno sotito esito negativo ben sette, l’ultimo dei quali lo scorso dicembre: fu il secondo fallimento consecutivo. (AGI)

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