Russia: rilasciato l’oppositore Alexei Navalny, più di 1.600 arrestati nelle proteste di ieri a Mosca

Il leader dell'opposizione russa è accusato di organizzazione del corteo non autorizzato e di resistenza a pubblico ufficiale, il processo si terrà a Mosca l'11 maggio

Roma, 6 mag – L’esponente dell’opposizione russa Alexei Navalny, arrestato ieri durante una manifestazione contro Vladimir Putin, ha reso noto di essere stato rilasciato dalla polizia poco dopo la mezzanotte. Lo ha scritto su Twitter nelle prime ore della giornata lo stesso Navalny, leader del Partito del Progresso e presidente della Coalizione Democratica. Navalny ha specificato di essere stato accusato di avere organizzato un evento pubblico non autorizzato e di resistenza alla polizia.

Le accuse saranno portate in tribunale, a Mosca, l’11 maggio prossimo, a quanto ha riferito un avvocato della fondazione anticorruzione di Navalny all’agenzia di stampa russa Interfax. Navalny aveva invitato i suoi sostenitori in tutta la Russia a scendere in strada sabato per protestare contro Putin, che dovrebbe giurare per il suo quarto mandato come presidente lunedì. La polizia ha arrestato 1.600 persone in Russia durante le manifestazioni, di queste oltre 700 a Mosca, secondo il portale sui diritti umani Ovd-Info, mentre la polizia russa ha detto che ci sono stati solo 300 arresti nella capitale e 200 a San Pietroburgo.

Manifestazione in 90 città

Secondo gli attivisti, le manifestazioni sarebbero andate in scena in più di 90 città in tutto il paese. La polizia, nel complesso, secondo la Ong Ovd-Info, avrebbe fermato almeno 1600 manifestanti anti governativi.

Fermati anche 5 giornalisti

Ci sono almeno cinque giornalisti tra le persone fermate in Russia durante le manifestazioni anti-Putin ‘Per noi non è lo zar’. Lo riportano i media russi. L’ong Ovd-Info fa sapere che a Mosca sono stati fermati i giornalisti Oksana Gandziuk, della tv d’opposizione Dozhd, EIlia Gorshkov e Aleksandr Antiufeev, di Daily Storm. I tre avevano al collo la ‘Press card’. La radio Eco di Mosca riferisce del fermo del fotoreporter di Novaia Gazeta Mikhail Grebenshikov. Radio Liberty inoltre fa sapere che anche una sua collaboratrice è stata fermata.

Ue: arresti minaccia a libertà fondamentali

Gli arresti in Russia “minacciano le libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea” e “la detenzione di giornalisti minaccia anche la libertà di stampa”. Così un portavoce dell’Alto rappresentante Federica Mogherini, sottolineando che “anche se alcune delle manifestazioni non erano autorizzate, questo non può giustificare la brutalità della polizia e gli arresti di massa”. L’Ue “si aspetta che le autorità russe rispettino pienamente gli impegni internazionali che la Russia ha preso” in materia e che “rilascino senza indugio i manifestanti pacifici e i giornalisti”.

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