Libia: Washington Post, USA e NATO valutano l’intervento senza il placet dell’ONU

libia_scontriWashington, 9 mar. – Gli Stati Uniti e alcuni Paesi della Nato stanno valutando la possibilità di imporre una no-fly zone in Libia anche senza l’autorizzazione dell’Onu ma con il supporto dei principali attori della regione: Lega araba, Nato e Ue. A scriverlo è il Washington Post, che cita come fonti alcuni ufficiali statunitensi ed europei. L’Amministrazione Obama, la Nato e le altre organizzazioni internazionali, afferma il quotidiano, sono concordi nel ritenere che qualunque intervento militare in Libia richieda un largo supporto internazionale.

Ma, di fronte all’eventualità che Russia e Cina pongano il veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, i Paesi che stanno valutando una qualche forma di azione – inclusi Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia – sono alla ricerca di una legittimazione alternativa. Tale legittimazione, prosegue il Washington Post, potrebbe arrivare dai principali attori della regione, in primis Lega araba, Nato e Unione Europea. In fondo, è il ragionamento degli ufficiali citati dal quotidiano, anche il bombardamento Nato avvenuto in Serbia nel 1999 fu effettuato senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite. Secondo il Washington Post, infine, oltre alla fly-zone sarebbero allo studio un ventaglio di opzioni, inclusa la realizzazione di ponti aerei e navali per portare aiuti in Libia e l’utilizzo di unità navali di pattuglia per bloccare un eventuale afflusso via mare di armi per Muammar Gheddafi.

Pisanu: realistica l’opzione militare

“Ho incontrato più volte Gheddafi tra il 2002 e il 2006 quando rinunciava alle armi di distruzione di massa, riconosceva le sue responsabilità per le stragi di Lockerbie e della discoteca La Belle e si apriva al dialogo con la comunità internazionale. Era certamente un autocrate, ma umanamente sembrava molto diverso dal tiranno che oggi massacra il suo popolo”. Lo dice l’ex ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, intervistato dal Corriere della Sera. “L’errore più grave – aggiunge – sarebbe lasciar andare a una sanguinosa deriva la guerra civile. Penso che il nostro governo si atterrà alle decisioni dell’Onu e della Nato e che abbia già messo in conto, realisticamente, anche l’opzione militare”.

Tavola della Pace e Rete Italiana per il Disarmo: l’Italia ha venduto 11.000 mitra a Gheddafi

”L’Italia nel 2009 ha esportato 11 mila armi semiautomatiche – fucili, pistole e carabine del valore di quasi otto milioni di euro -, al regime di Gheddafi, decidendo poi di non segnalarlo all’Unione europea”. Lo denunciano oggi, con il supporto di un’ampia documentazione, la Tavola della Pace e la Rete Italiana per il Disarmo. Le due organizzazioni definiscono ”grave e irresponsabile” la condotta di alcuni ministri e stigmatizzano le ”reiterate falsità” sul tema delle forniture militari italiane alla Libia. ”Abbiamo ampiamente accertato – afferma Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo – che l’Italia nel 2009 ha esportato oltre 11mila armi di tipo semiautomatico, molto simili a quelle militari e comunque estremamente letali alla Libia senza darne alcuna comunicazione nè al Parlamento nè all’Unione europea”. Le due organizzazioni chiedono quindi al governo italiano di fare ”immediata chiarezza” sull’intera vicenda delle ”armi leggere” italiane esportate via Malta alla Libia e di ”sospendere con atto formale e di fatto tutte le forniture di armamenti e ogni forma di aiuti e cooperazione militare con i paesi del Nord Africa (Algeria, Egitto, Tunisia e Libia, Marocco, Yemen e Bahrein) le cui popolazioni in questi mesi hanno manifestato e stanno manifestando contro regimi dispotici e illiberali”.

guardia-costiera_sbarco-migranti-lampedusaImmigrati: 100 soldati dell’Esercito a Lampedusa, 50 a Mineo

Intanto, cento militari dell’esercito arriveranno nei prossimi giorni a Lampedusa per partecipare ai servizi di ordine pubblico connessi al’emergenza immigrazione. Altri 50 militari saranno invece destinati a Mineo (Catania), dove entro la settimana dovrebbero cominciare ad arrivare i richiedenti asilo nel Villaggio degli Aranci. Lo ha confermato il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, commissario governativo per l’emergenza immigrazione. Secondo fonti militari di Lampedusa l’esercito dovrebbe essere operativo sull’isola a partire dal 16 marzo. Questa data non è stata indicata da Caruso, il quale si è limitato a puntualizzare che le forze armate interverranno non appena si saranno organizzate.

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