Libia, il Consiglio di sicurezza pronto alle sanzioni

libia-oppositoriRoma, 26 feb  – “Si muove la Nato, si muove l’Unione Europea, si muovono le Nazioni Unite: ma il grande dilemma dell’Occidente, su come arginare il caos in Libia e fermare i massacri, non ha ancora una risposta”. Si legge sul Corriere della Sera. “Tre i binari d’azione già pronti, senza ancora una decisione ufficiale: sanzioni economiche-militari contro Gheddafi (richieste da Francia e Germania al Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha cominciato a discuterne ieri notte, e ora condivise da tutta la Ue); istituzione di una zona no-fly di interdizione al volo per impedire al dittatore di bombardare la sua gente (la decisione spetta anche in questo caso all’Onu); e infine, discesa in campo della Nato, che potrebbe coordinare dal cielo e dal mare le operazioni di salvataggio dei cittadini occidentali, quei 3-4 mila rimasti bloccati in Libia.

Gli Usa hanno deciso di imporre sanzioni unilaterali e aderire ad eventuali misure multilaterali in sede Onu, come dichiarato dal portavoce della Casa Bianca Jay Carney, che ha confermato anche la chiusura dell’ambasciata a Tripoli. L’approvazione delle sanzioni Onu è attesa per oggi: nella bozza le violenze in corso sono assimilate ai crimini contro l’umanità. Il segretario generale Ban Ki-moon ha invitato i Paesi vicini alla Libia, anche quelli europei, a tenere i confini aperti e ha esortato il Consiglio di Sicurezza: “E’ tempo di valutare misure concrete” . Ieri a Bruxelles si è svolto un vertice d’emergenza del Consiglio Nord-Atlantico, l’organo decisionale dell’Alleanza, convocato dal segretario generale Anders Fogh Rasmussen. Si è discusso di un obiettivo preciso: una missione concertata fra Nato e Ue. Ma il messaggio finale di Rasmussen è stato a dir poco prudente: “Seguiamo gli eventi e siamo pronti a qualsiasi evenienza” . I mezzi e le risorse perchè l’Alleanza agisca, anche subito, ci sarebbero: a cominciare dalla forza aeronavale Active Endeavour, già presente nel Mediterraneo. Rasmussen aveva parlato prima del vertice di “priorità delle operazioni di evacuazione” , e “possibilmente anche dell’assistenza umanitaria” . E aveva aggiunto che la Nato può agire “come coordinatore se e quando uno Stato membro individuale vuole agire”.

Ma si cammina su un filo: i confini fra un’iniziativa del genere e un’azione militare vera e propria potrebbero essere labili. Mentre Barack Obama si dice pronto a qualunque ipotesi, “nessuna esclusa” , altri come Nicolas Sarkozy premono sul freno, suggerendo “estrema cautela e riserva” . E altri ancora fuori dalla Ue, come Vladimir Putin, ammoniscono: “Nessuna interferenza, l’uso della forza sarebbe inaccettabile” . A metà strada la Spagna, che non vuole spedizioni di sorta ma chiede il ricorso agli aerei spia Awacs della Nato. Lo stesso Rasmussen, che già due giorni fa escludeva un’azione militare, torna a piantare i paletti anche per una decisione sulla “no-fly area” : “Un approccio di questo tipo richiederebbe una chiara legittimità internazionale e, in particolare, un mandato Onu” . La palla torna ancora al Consiglio di sicurezza.

Le sanzioni richieste contro Gheddafi e il suo clan comprendono: embargo totale delle forniture d’armi e dei mezzi tecnici usati nella repressione; divieto di visti per viaggi all’estero; blocco dei conti correnti e delle carte di credito; l’incriminazione davanti al Tribunale penale internazionale per crimini contro l’umanità. Se l’Onu le approverà, queste misure saranno formalizzate dalla Ue nei prossimi giorni. Catherine Ashton, il ministro degli Esteri dell’Unione, si augura che le sanzioni vengano promulgate “al più presto” . E intanto Bruxelles stanzia 3 milioni in aiuti umanitari. E’ intervenuto anche l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu, monsignor Silvano Maria Tomasi: “Esprimiamo sgomento e dolore per le vittime causate dalla crisi libica e chiediamo di porre fine alle violenze” . Il caos in Libia avanza, si continua a morire, e l’Occidente è ancora di fronte al suo dilemma”. (Il Velino)

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