Kosovo, alta tensione e scontri tra serbi e Nato

colonna-militare-KforIl bilancio sarebbe di 35 serbi feriti. Due feriti per Kfor. Belgrado, 28 nov – E’ di circa 35 feriti, almeno quattro dei quali in maniera grave, il bilancio dei nuovi scontri tra popolazione serba del Nord del Kosovo e missione della Nato, Kfor, registrati a più riprese stamani. Lo riferiscono i media locali, mentre era stato già confermato dal generale Harvey di Kfor, il ferimento di due militari per colpi di arma da fuoco presumibilmente provenienti dalla folla dei manifestanti.

Intorno alle nove del mattino, infatti, i militari sono intervenuti con mezzi blindati a rimuovere uno dei blocchi stradali allestiti in protesta contro l’autorità di Pristina, innescando la reazione dei serbi. La tensione è salita in più momenti nell’arco della mattinata presso la barricata di Zupce, nel comune di Zubin Potok – uno dei quattro comuni del Kosovo settentrionale teatro della crisi in corso – oggetto dell’intervento della Nato. L’altro comune coinvolto in prima linea è quello di Mitrovica Nord, nel cui ospedale sono stati trasferiti quattro serbi “feriti in maniera grave” ha riferito il sindaco Krasimir Pantic, citato dall’emittente B92. Che ha riferito di un incontro con le truppe Kfor alle quali è stato chiesto “di ritirarsi. Non siamo in grado di controllare tutto il popolo e non potremo essere ritenuti responsabili per ciò che potrebbe accadere con il calare del buio” ha aggiunto il sindaco. “I manifestanti hanno utilizzato armi da fuoco leggere e ferito due soldati” è la posizione di netta condanna di Kfor, riferita dal maggiore Dan Harvey.

Secondo Tanjug i militari feriti sono stati colpiti, rispettivamente ad un a gamba e ad una spalla. In risposta, i soldati hanno utilizzato “piccole quantità di proiettili di gomma, gas lacrimogeni e spray al pepe” come riferito da un altro portavoce Kfor, Uwe Nowicki. Il quale, interpellato da Tanjug, non ha confermato la notizia circolata per cui i militari internazionali avrebbero ricevuto l’ordine di usare proiettili veri in caso di nuovi attacchi. Con gli scontri odierni la tensione nel Nord del Kosovo torna alle stelle, alla vigilia del delicatissimo round negoziale tra Belgrado e Pristina, previsto a Bruxelles mercoledì 30 novembre. Difficilmente si troverà un compromesso sulla spinosa disputa del conflitto settentrionale tra Serbia e Kosovo, all’origine di questa crisi: per Belgrado non è che una ‘linea amministrativa’, per Pristina, invece, si tratta di una vera e propria ‘frontiera’ tra due stati sovrani. (TMNews)

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