Egitto: Elbaradei contro i militari, si rischia una seconda rivoluzione

egitto_esercitoIl Cairo, 31 ago – Dure critiche al Consiglio supremo delle Forze armate al potere in Egitto sono arrivate da Mohamed ElBaradei, candidato alle prossime elezioni presidenziali, che teme una ”seconda rivoluzione, ma non pacifica”, dopo quella che a inizio anno ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak. Nel mirino, in primo luogo, la decisione del Consiglio, alla guida del Paese dalle dimissioni dell’ormai ex rais (l’11 febbraio scorso), di non consentire a osservatori internazionali di monitorare le procedure di voto. Ma ElBaradei ha puntato anche il dito contro il Consiglio per i processi militari a cui vengono sottoposti i civili e per la situazione economica del Paese.

”Il rifiuto di osservatori internazionali, una delle sette richieste principali della rivoluzione per una transizione democratica si basa sull’errata considerazione di un’influenza sulla sovranità dell’Egitto – ha detto ElBaradei al giornale, mentre ancora non si conoscono le date delle prossime elezioni parlamentari e presidenziali – La presenza di osservatori internazionali conferma la sovranità di un Paese e la trasparenza del voto. Non il contrario”. L’ex numero uno dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha poi criticato il Consiglio supremo delle Forze armate per la questione dei processi militari. Questo, ha detto, ”significa trattare la gente con la stessa mentalità del vecchio regime e implica un allontamento dalle richieste di base della rivoluzione, che chiedeva libertà e dignità per la gente”. E sul fronte della situazione economica del Paese, ElBaradei si è detto convinto che tutto dipenda dal fatto che l’Egitto non può ancora dirsi un Paese sicuro. ”L’economia non tornerà a crescere fin quando non tornerà la sicurezza – ha concluso – Se l’economia resterà ai livelli attuali, tornerà ad aumentare la rabbia della gente. E se ci sarà una seconda rivoluzione, questa volta potrebbe non essere pacifica”. (Adnkronos)

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