Crisi in Siria: incontro tra capi militari di 9 paesi. C’è anche l’Italia

crisi-siria1Amman, 24 ago – I vertici delle forze armate italiane si riuniranno nei prossimi giorni in Giordania con quelli di altri di nove paesi per affrontare le ripercussioni degli ultimi eventi in Siria, dove un attacco con il gas nervino avrebbe ucciso centinaia di persone. Un portavoce di Amman ha riferito che all’incontro, per il quale non è stata fissata ancora una data, parteciperanno Lloyd Austin, capo del Comando militare americano centrale (Centcom), e generali di Giordania, Regno Unito, Francia, Germania, Canada Arabia Saudita, Turchia e Qatar.

“L’interesse comune”, ha spiegato alla Efe il generale giordano in pensione Musa al Hadid, è fare il punto su un eventuale attacco alla Siria e proteggere i paesi confinanti da una rappresaglia. “Il regime siriano è a un punto di disperazione”, ha aggiunto, “e potrebbe sorprendere il mondo con aggressioni qui e là”.

Ministro Mauro, soluzioni militari solo con decisione Onu

“Molti Paesi tra cui il nostro si stanno prodigando perchè le autorità siriane permettano ad esperti di andare a verificare se veramente si è trattato di attacchi con armi chimiche. E’ presto per fare valutazioni di merito, la linea prioritaria dei Paesi che stanno monitorando la situazione siriana è una linea che punta alla soluzione politica; qualora questo dovesse variare dovrebbe avere comunque la legittimazione di una decisione delle Nazioni unite”. Lo afferma al tg della Sette il ministro della Difesa, Mario Mauro.

Mauro ha fatto quindi riferimento alla riunione che coinvolgerà lunedì prossimo ad Amman i capi di Stato maggiore di diversi Paesi musulmani e occidentali, Italia compresa, per discutere della situazione in Siria. “Va precisato – ha spiegato Mauro – che l’incontro promosso dalle autorità giordane era già stato programmato e non è da mettere strettamente in relazione con quanto si discute in queste ore, cioè gli ipotetici attacchi ipotetici con le armi chimiche”, anche se, ha aggiunto, “sicuramente se ne parlerà”. Alla domanda su quali siano le informazioni in possesso dell’intelligence italiana sul presunto attacco chimico e se sia riconducibile al regime di Assad, il ministro della Difesa ha fatto presente che “tutte le informazioni stanno affluendo alle Nazioni unite perchè quello è il contesto”. “Molti Paesi tra cui il nostro – ha aggiunto – si stanno prodigando perchè le autorità siriane permettano ad esperti di andare a verificare se veramente si è trattato di attacchi con armi chimiche”. In ogni caso, ha sottolineato, “è presto per fare valutazioni di merito”.

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