Cipro, esplosione in una base militare: 11 i morti finora accertati

esplosione-ciproNicosia, 11 lug – E’ salito a 11 morti il numero delle vittime provocate stamani da un’esplosione avvenuta nella base navale cipriota Evangelos Florakis. Lo ha riferito la Tv privata greco-cipriota Antenna. L’esplosione è avvenuta nella base navale greco-cipriota denominata Evangelos Florakis, che si trova sulla costa meridionale dell’isola tra le città di Larnaca e Limassol.

Il quantitativo esploso di armi e munizioni, non si sa ancora per quali cause, era stato sequestrato il 29 gennaio del 2009 dalle autorità cipriote a bordo di un mercantile diretto in Siria, quasi certamente per rifornire di armi Hezbollah in Libano. A fine gennaio, la nave militare Usa San Antonio aveva intercettato per un’ispezione il mercantile Monchegorsk battente bandiera di Cipro e proveniente dall’Iran mentre navigava nel Mar Rosso. A bordo i militari Usa trovarono un ingente quantitativo di armi e munizioni – tra cui razzi e proiettili d’artiglieria – che, per mai precisati ”motivi legali”, non poterono però sequestrare. Da qui la richiesta Usa di intervento al governo di Cipro per il sequestro del carico. Di sicuro erano armi che non sarebbero dovute uscire dall’Iran a causa delle sanzioni Onu imposte sul Paese. All’epoca – con notevole imbarazzo del governo di Nicosia – si disse che il carico era diretto in Siria, da dove probabilmente avrebbe potuto essere inviato a Hezbollah o al movimento integralista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza. Dopo il sequestro il carico di armi e munizioni era stato depositato in un magazzino nella base militare di Evangelos Florakis senza particolari misure di sicurezza, stando almeno alle numerose proteste e segnalazioni che, secondo i media locali, erano giunte negli ultimi tempi alle autorità greco-cipriote.(ANSA)

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