Cina: tornata in porto la prima portaerei, finiti test iniziali

varyagPechino, 15 ago – E’ tornata in porto la prima portaerei cinese, dopo il viaggio inaugurale nel quale sono stati effettuati alcuni test. Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. La Varyag è attraccata ieri sera nel porto nord orientale di Dalian accolta da uno striscione che recava la scritta ”accogliamo il trionfante ritorno della portaerei”, scortata da imbarcazioni della marina bardate a festa e accompagnata da fuochi d’artificio. La nave è stata impegnata per quattro giorni nel mare orientale cinese in test di navigazione di atterraggio e decollo di aerei caccia. Fonti militari hanno rivelato all’agenzia di stampa cinese che tutti i test progettati per la prima navigazione di prova hanno dato esito positivo e si sono verificati secondo programma. Ad ottobre è stata fissata la cerimonia di battesimo della nave con il nuovo nome (Varyag era stato dato dagli ucraini, trattandosi di nave di seconda mano) e ad agosto dell’anno prossimo la prima portaerei cinese dovrebbe entrare a pieno regime nell’esercito cinese. La nave avrà un equipaggio di circa 2000 persone e potrà ospitare 30 caccia di fabbricazione cinese J-15. L’imbarcazione era stata originariamente costruita dall’ex Unione Sovietica che non riuscì a finirla passandola all’Ucraina che l’ha poi venduta alla Cina. In 10 anni la marina del celeste impero vi ha lavorato con l’obiettivo di usarla per ”ricerche scientifiche, esperimenti e addestramenti”, ma gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione soprattutto perchè la portaerei aumenterà l’influenza cinese nel mar cinese meridionale, zona contesa da diversi paesi.

La storia

Dopo il crollo dell’URSS,  la Varyag venne abbandonata nel cantiere del Mar Nero dove era in costruzione. Benchè non operativa entrò ufficialmente a far parte della marina Ucraina fino a quando una società di Hong Kong l’acquistò per trasformarla in casinò galleggiante. Ora l’ex portaerei  Varyag sembra destinata a diventare una sorta di “ammiraglia simbolica” della Flotta di Pechino. Trova quindi conferma il sospetto che l’interesse cinese nei confronti della Varyag (seconda portaerei, mai ultimata, della classe russa Kuznetsov) fosse diretto ad acquisire tecnologie e conoscenza tecniche per realizzare quelle portaerei senza le quali Pechino non può aspirare al ruolo di superpotenza globale né contrastare la supremazia degli USA nel Pacifico. La Cina ha impostato la corsa alla portaerei proprio sui rottami navali acquistando la vecchia portaerei leggera australiana Melbourne (l’ex britannica Majestic della classe Hercules) e la portaelicotteri russa Minsk, tentando poi senza successo di comperare lo scafo della francese Clemenceau. Nel 1998 la Cina acquistò dall’Ucraina la Varyag, unità ex sovietica completata per tre quarti ma mai varata. La comperò la società Chinluck di Hong Kong, ufficialmente per farne un casinò galleggiante da ormeggiare a Macao. Una copertura poco credibile perché i fondali dell’ex colonia portoghese sono troppo bassi per una nave da 60.000 tonnellate di stazza e del resto la Chinluck non risulta avere mai chiesto licenze per casinò. Inoltre la nave è costata tra acquisto e spese di trasporto (incluso il complicato passaggio del Bosforo) 30 milioni di dollari, un po’ troppo per un relitto da rottamare per rivendere a peso i materiali metallici.  Non a caso la Varyag fu ormeggiata non in un porto commerciale ma nella base navale di Dailan dove tecnici e militari hanno studiato la nave in tutti i dettagli e recentemente l’hanno ufficialmente militarizzata con la colorazione e le insegne della marina cinese, come riferito dal “Jane’s Defence Weekley”.

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