Cile: niente gay, poveri o pacifisti nell’Esercito, dopo la polemica il comandante chiede scusa

esercito-cileSantiago del Cile, 8 set – Niente gay, poveri, tossicodipendenti o pacifisti: una circolare interna dell’esercito cileno sui parametri da tenere in conto nel reclutamento della truppa, il cui contenuto è stato rivelato da una inchiesta di una televisione locale, ha causato scalpore nell’opinione pubblica e obbligato il comandante in capo generale Juan Manuel Fuentes-Alba a presentare scuse pubbliche e promettere sanzioni contro i responsabili del documento.

Nella circolare riservata, con data dello scorso 20 febbraio e firmata dal generale di brigata Cristian Chateau, comandante della prima divisione dell’esercito cileno, si raccomanda escludere dal reclutamento “tutti coloro che presentano problemi di salute fisica e mentale o socioeconomici o criminali, i consumatori di droga, gli omosessuali, gli obiettori di coscienza e i Testimoni di Geova”. Lo scrittore Pablo Simonetti, presidente della Fundacion Iguales, che lotta a favore dei diritti delle minoranze, ha definito il documento militare “un inaccettabile atto di discriminazione”, in palese violazione della legge contro la discriminazione varata due mesi fa dal Parlamento di Santiago. Il generale Chateau ha confermato di aver firmato la circolare, sostenendo che si tratta di un documento ad uso interno dell’esercito “nel contesto delle politiche per la selezione del contingente” e difendendo il suo contenuto, che secondo lui punta a “stabilire criteri di sicurezza per orientare le commissioni di selezione” dell’esercito cileno.

Il suo comandante in capo, il generale Fuente-Albay, si è affrettato a dissociarsi dall’iniziativa, offrendo pubblicamente le sue “scuse più sincere a chiunque si sia sentito offeso” dal contenuto del documento. “Voglio che il popolo cileno abbia fiducia nel suo esercito, e voglio che abbia la certezza che nell’esercito non esistono discriminazioni di nessun tipo”, ha detto Fuente-Albay, sottolineando che “come comandante in capo mi oppongo in modo categorico a ogni documento, disposizione, regolamento o istruzione interna che discrimini arbitrariamente a qualsiasi persona” e aggiungendo che in questa vicenda ”saranno applicate tutte le misure amministrative e disciplinari” che fanno parte delle sue attribuzioni. (ANSA)

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