Battisti, presidente Lula: no all’estradizione in Italia. Frattini richiama l’ambasciatore in Brasile

Funzionari di polizia: decisione incomprensibile. Roma, 31 dic – Il Brasile non concederà l’estradizione di Cesare Battisti. E’ il ministro degli Esteri Celso Amorim a rendere noto che il presidente Lula ha deciso di non consegnare all’Italia l’ex terrorista, detenuto in Brasile dal 2007 e condannato in Italia all’ergastolo per 4 omicidi commessi quando negli anni ’70 era leader dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac), nonostante le richieste di Roma. Una presa di posizione comunicata dal presidente Luiz Inacio Lula Da Silva nell’ultimo giorno del suo mandato, che scatena immediate reazioni e apre un caso diplomatico.

Il ministero degli Esteri richiama l’ambasciatore

Per concordare i passi al fine di impedire la scarcerazione dell’ex terrorista rosso Cesare Battisti dopo la mancata estradizione, il ministro degli Esteri Franco Frattini «ha deciso di richiamare a Roma l’ambasciatore Gherardo La Francesca per consultazioni volte a definire il percorso dell’azione giudiziaria del governo italiano in difesa delle proprie legittime aspettative basate sul Trattato bilaterale di estradizione e sulla sentenza del Tribunale Supremo brasiliano».

Funzionari di polizia: la decisione di Lula stupisce

«Stupisce la decisione del presidente Lula che mette cattivi voti in condotta “garantista” e rispettosa dei diritti all’Italia mentre a suo tempo ha assolto la Cuba di Castro, rimandandole i pugili disertori». Lo afferma Enzo Marco Letizia, segretario generale dell’Anfp, l’Associazione nazionale funzionari di polizia, a proposito del “no” del presidente brasiliano all’estradizione di Cesare Battisti. «Stupisce che un presidente che ha voluto imprimere una svolta democratica al suo Paese, che ha conosciuto barbarie, repressione, violenza, fascismo e lesione della dignità e del diritto – prosegue l’Anfp – possa prendere una decisione che nessun principio garantista e nessuna aspirazione alla tutela dei diritti universali dell’uomo può legittimare. Eppure, la polizia federale brasiliana, collaborando con quella italiana, si fece in quattro per catturare il terrorista Cesare Battisti e ciò rende ancor più incomprensibile il comportamento del governo brasiliano di questi anni». Secondo Letizia, «preoccupano, inoltre, che voci del fronte più radicale italiano possano plaudire a questa linea di condotta. Chi ha scelto la violenza e l’omicidio come strumento di lotta contro le istituzioni democratiche e contro inermi cittadini deve saldare il proprio conto con la società. Le vittime del terrorismo non devono essere private del loro diritto ad avere giustizia». Oggi, «ancora di più – conclude l’Anfp – occorre consolidare la coesione democratica, il rispetto delle garanzie per tutti, vittime e carnefici, l’osservanza di regole e leggi, sulle quali nessun paese è legittimato ad impartirci lezioni».

Di Pietro (IDV): “una brutta pagina che non avremmo voluto leggere”

«E’ mortificante come il Brasile consideri diritto d’asilo la pretesa di impunità di un assassino. Ci auguriamo che questa storia non finisca qui. E’ una brutta pagina che non avremmo voluto leggere. Siamo disponibili ad un confronto con le altre forze politiche affinchè l’Italia abbia un’unica voce contro il terrorismo». Lo afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

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