Attacco USA alla Siria, Putin: aggressione a nazione ONU. Londra: pieno appoggio a Trump

Shayrat-air-baseMosca, 7 apr – Sull’azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l’attacco definendolo “un’aggressione contro una nazione sovrana”. L’attacco è stato sferrato sulla base di “un pretesto inventato”, prosegue Mosca, per cui l’esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge, arrecherà “danni significativi alle relazioni Usa-Russia” e crea “un serio ostacolo” alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l’Is.

Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l’attacco un tentativo di sviare l’attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso.

Londra: pieno appoggio all’azione USA

«Il governo britannico appoggia pienamente l’azione americana, che considera una risposta appropriata al barbaro attacco con armi chimiche sferrato dal regime siriano e che aveva l’obiettivo di evitare ulteriori attacchi». Questo il commento di Londra sull’attacco missilistico Usa affidato ad un portavoce di Downing Street.

Teheran, l’attacco USA rafforza i terroristi

«L’Iran condanna con fermezza tali attacchi unilaterali. Queste misure rafforzeranno i terroristi in Siria e complicheranno la situazione in Siria e nella regione». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Qassemi, citato dall’agenzia di stampa semiufficiale Isna, a proposito dell’attacco Usa che nella notte ha colpito la base aerea siriana di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, da dove sarebbero decollati i caccia responsabili dell’attacco chimico su Khan Sheikhoun.

Pentagono, l’attacco sferrato alle 3.40. Tillerson, nostra politica su Siria resta la stessa

L’attacco contro la base aerea siriana da dove secondo Washington sarebbe partito il raid con armi chimiche che in Siria ha fatto decine di morti è stato sferrato alle 3.40 del mattino ora locale in Siria. A renderlo noto è stato il Pentagono, precisando che gli obiettivi erano aerei, hangar, depositi, bunker per munizioni, sistemi di difesa aerea e “ciò che rende operativa la base” e che i 59 missili cruise Tomahawk sono stati lanciati a partire da navi nel Mediterraneo orientale.

«Dalle prime indicazioni questo attacco ha gravemente danneggiato o distrutto aerei ed infrastrutture di appoggio ed equipaggiamento nella base di Shayrat», riducendo la possibilità per il governo siriano di ricorrere alle armi chimiche, ha specificato il Pentagono.

Parlando con i giornalisti ieri sera, il segretario di stato Rex Tillerson ha affermato che l’attacco non rappresenta “un cambiamento nella nostra politica o posizione in Siria” anche se si tratta della prima volta in cui gli Stati Uniti decidono di intraprendere un’azione militare contro il governo di Damasco.

Osservatorio per i diritti umani, 5 morti e 7 feriti in attacco USA

Cinque persone sono rimaste uccise, altre 7 ferite nell’attacco americano contro la base aerea nella Siria centrale. A dichiararlo è stato il governatore di Homs, Talal Barazi, citato dalla Dpa. Tra le vittime, tre militari e due civili, ha affermato il governatore. Talal Barazi parla di “una base aerea completamente distrutta“.

Governatore di Homs, vittime e pesanti danni materiali

L’attacco americano contro la base aereo siriana ha provocato vittime e pesanti danni materiali. A dichiararlo è stato il governatore di Homs, Talal Barazi. «Le unità di vigili del fuoco e unità di difesa civile hanno lavorato due ore per porre sotto controllo l’incendio ed evacuare i feriti e coloro che sono stati martirizzati all’aeroporto», aggiungendo che «il bombardamento americano indebolisce le capacità dell’esercito siriano nella guerra contro il terrorismo».

Pentagono, Mosca avvertita prima dell’attacco

I militari russi sono stati informati anticipatamente dell’attacco americano contro la base aerea in Siria. A precisarlo è stato il Pentagono. Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha però chiarito che non c’è stato alcun ulteriore coordinamento con Mosca in vista dell’attacco.

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