Afghanistan, video chock. Soldati USA urinano sui cadaveri di alcuni talebani

video-americani-urinano-su-talebaniRoma, 12 gen – Rischia di diventare un nuovo incubo Abu Ghraib per gli Stati Uniti, ma questa volta in Afghanistan. Ha destato grande scalpore e rabbia un video pubblicato ieri in cui si vede un gruppo di marines urinare sui corpi di alcuni talebani morti. Per il momento non ci sono conferme sull’appartenenza dei militari nè sulla veridicità del video. L’Ncis, l’agenzia investigativa della Marina militare Usa, ha aperto immediatamente un’inchiesta e da Isaf, la missione Nato in Afghanistan, fanno sapere che “non intendiamo speculare sui dettagli, ma intraprenderemo tutte le azioni necessarie a determinare i fatti. Il video – riporta una nota – sembra mostrare un gruppo di militari Usa commettere atti inappropriati nei confronti di corpi dei nemici. Questo atto spregevole non è spiegabile e non è in linea con gli elevati standard morali che ci aspettiamo dalle forze della coalizione. Isaf condanna fortemente le azioni, che sembrano essere state condotte da un piccolo gruppo di soldati americani, che apparentemente non sono più in servizio in Afghanistan. Comunque, questi comportamenti disonorano i sacrifici e i valori fondamentali di ogni militare delle 50 nazioni della coalizione”.

Se fosse accertato che il video e i protagonisti sono quelli che sembrano, i marines potrebbero essere perseguiti per crimini di guerra in quanto il vilipendio della salma di un nemico è un reato estremamente grave. Nel frattempo, dal corpo dei Marines si difendono spiegando che “anche se non è stata appurata la veridicitè del filmato, le azioni che si vedono non sono i nostri valori di base e non fanno parte dei comportamenti dei nostri marines – spiega alla Cnn Kendra Hardesty, portavoce del Corpo -. Ci sarà un’indagine accurata su quanto accaduto e i responsabili dovranno rispondere delle loro azioni. Stiamo verificando a quale unità appartengono i marines ripresi”. Le reazioni al video non si sono fatte attendere. Il Consiglio per le relazioni islamico-americane ha condannato il filmato e il suo direttore nazionale, Nihad Awad, ha scritto una lettera al segretario della Difesa, Leon Panetta, in cui si afferma che “se il video si dimostrasse autentico, le immagini metterebbero in evidenza un comportamento assolutamente disdicevole di personale militare americano che potrebbe alla fine mettere in pericolo altri soldati e civili”.

“A ogni colpevole – conclude la missiva di Nawad – deve essere comminata la massima pena prevista dal codice penale militare e dalle leggi americane”. Gli stessi talebani hanno condannato il video. Uno dei portavoce del movimento, Zabihullah Mujahed, ha affermato ad alcuni media internazionali che “è un atto di barbarie” e ha denunciato che “negli ultimi dieci anni ci sono stati centinaia di casi simili, che però non sono stati rivelati”. Gli stessi talebani, però, hanno in diverse occasioni infierito sui corpi di militari locali o internazionali, nonchè torturato i prigionieri, in divisa o civili. L’ultimo caso in ordine temporale è avvenuto l’anno scorso, quando i miliziani uccisero il soldato britannico Scott McLaren. Il militare fu catturato, torturato, ucciso e poi esposto come un trofeo. In quella situazione furono pochi in Afghanistan e nel mondo a condannare con fermezza quella barbarie.


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