Taranto, arresti per corruzione, la Marina: «appalto non aggiudicato, nessun impegno da parte della Marina»

flotta-marina-militareInsieme al CV Giovanni Di Guardo arrestata anche il TV Francesca Mola. Roma, 18 set – (di Giuseppe Paradiso) Nella serata di ieri, sabato 17 settembre, nell’ambito delle indagini che hanno portato all’arresto a Taranto del Direttore della locale MARICOMMI (Direzione di Commissariato della Marina Militare), un altro Ufficiale in servizio presso l’ufficio contratti dello stesso ente è stato oggetto di un provvedimento di custodia cautelare da parte della Guardia di Finanza.

Si tratta del tenente di vascello Francesca Mola, 31 anni, responsabile dell’ufficio contratti della direzione di Commissariato di Taranto, accusata di concorso in corruzione e turbativa d’asta.

«La Marina Militare – si legge in una nota dello Stato Maggiore – continua ad auspicare che si faccia chiarezza al più presto su tutta la faccenda, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo la fiducia nel lavoro della magistratura è totale».

«Dagli approfondimenti interni condotti risulta che nessun atto amministrativo di impegno da parte della Marina Militare é stato assunto in quanto la gara in questione non si è svolta e l’appalto non è stato aggiudicato. L’intervento dello Stato ha quindi scongiurato il compimento di ulteriori reati che avrebbero portato a maggior nocumento per la pubblica amministrazione».

«L’emergere di questi fatti – conclude la nota – , per i quali la responsabilità è personale, testimonia che le Istituzioni funzionano e hanno la meglio sul malaffare e su chi crede di poter tradire il giuramento prestato».

Intanto, la giovane ufficiale arrestata è ritenuta stretta collaborattrice del direttore di Maricommi, capitano di vascello Giovanni Di Guardo, arrestato il 15 settembre in flagranza mentre riceveva 2.500 euro in contanti dal suo presunto corruttore, l’imprenditore Vincenzo Pastore, sindaco di Roccaforzata (Ta) e presidente della cooperativa Teoma.

Secondo l’accusa i due ufficiali avevano raggiunto un accordo con Pastore per pilotare una gara d’appalto da 11 milioni e 300mila euro in tre anni per le pulizie nelle basi della Marina militare di Taranto e Napoli. In cambio avrebbero ricevuto circa 200mila euro e auto di lusso. E’ la prima donna militare arrestata per questo tipo di reati.

Mola è stata arrestata nella sua abitazione di Crispiano (Ta) e portata in carcere su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Valeria Ingenito. Secondo gli accertamenti delle fiamme gialle avrebbe ricevuto un anticipo sulla somma dell’accordo di circa 12.500 euro dal presunto corruttore.

Nella sua ordinanza il gip definisce “quadro avvilente” lo scenario degli affari tra imprenditori e Marina a Taranto. Lo stesso magistrato alcune ore prima aveva convalidato l’arresto in carcere per Di Guardo, 56 anni e Pastore, 69 anni, così come chiesto dal sostituto procuratore Maurizio Carbone titolare anche della prima inchiesta sulle tangenti in Marina, che nel giro di due anni ha portato all’arresto di 9 ufficiali (7 finiti in carcere e 2 ai domiciliari) che ora rischiano il rinvio a giudizio per concussione.

Da quanto trapelato nel corso degli interrogatori di convalida il capitano Di Guardo e l’imprenditore Pastore avrebbero fatto parziali ammissioni. Nei loro confronti ci sarebbero accuse ben circostanziate, fondate su intercettazioni e pedinamenti durati diversi mesi. I due sono stati arrestati mercoledì sera in un appartamento sfitto di proprietà di Pastore.

A casa dell’ufficiale i baschi verdi hanno trovati altri 2.500 euro in banconote da 50, che ritengono parte della tangente pagata da Pastore per aggiudicarsi la commessa milionaria ma ci sarebbe un altro incontro di luglio, monitorato dai militari, durante il quale sarebbero stati consegnati circa 10mila euro. I tre indagati sono accusati di corruzione e turbativa d’asta.

I computer del direttore e i documenti della gara d’appalto finita nel mirino delle fiamme gialle sono stati sequestrati. Gli investigatori ora passano al setaccio le precedenti gare d’appalto.

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