Marina, prontezza operativa al servizio del Paese. Le foto della “Mare Aperto”

mare-aperto-2015Roma, 11 mar – L’ordine di salpare è arrivato senza alcun preavviso. Così il 2 marzo scorso è iniziata l’esercitazione Mare Aperto 2015, che di fatto ha sancito la ripresa delle attività addestrative con difficoltà crescente per le unità della Squadra Navale e, allo stesso tempo, delle componenti specialistiche ad elevata prontezza. Una scelta che ha voluto testare la risposta degli equipaggi e la prontezza dei reparti, a partire per una missione con un preavviso minimo.

Un’esercitazione per riportare gli equipaggi delle navi ad uno standard di prontezza operativa necessariaa far fronte ai diversi scenari per i quali il Paese, potrebbe richiedere il supporto delle Forze Armate ed in particolare della Marina Militare.

Per circa dieci giorni gli uomini e le donne imbarcati sulle navi partecipanti ad una delle più importanti esercitazioni della Marina Militare – sospesa nel 2013 e per tutto il 2014 per il concomitante ed intenso impegno nell’operazione Mare Nostrum – si sono addestrati nelle principali forme di lotta, riguardanti soprattutto la sicurezza marittima, la difesa aerea e antisommergibile ed il contrasto delle attività illegali sul mare.

Importante è stato il contributo dei reparti anfibi e delle forze speciali del Comsubin: nel corso dell’esercitazione infatti, sono state svolte numerose esercitazioni che hanno coinvolto soprattutto i team del 2° Reggimento San Marco della Brigata Marina.

Il contrammiraglio Pierpaolo Ribuffo, comandante del Terzo Gruppo Navale di Brindisi e imbarcato su nave San Giorgio, ha guidato la prima fase dell’esercitazione che si è sviluppata soprattutto nel Mar Tirreno, seguendo i diversi temi addestrativo sia da bordo dell’unità anfibia, sia da bordo del cacciatorpediniere Caio Duilio. Una prima fase questa che ha visto partecipare le navi San Giorgio, Caio Duilio e Bergamini, in un’ampia zona del Mar Tirreno che va da La Spezia allo stretto di Messina, con una parentesi nelle acque della Sardegna.

La seconda fase si è svolta nel Mar Jonio, al comando del contrammiraglio Andrea Gueglio comandante del Secondo Gruppo Navale di Taranto, che imbarcato su nave Garibaldi, ha seguito e diretto le operazioni addestrative. Tiri navali, manovre cinematiche ravvicinate, difesa della forza navale da attacchi aerei, difesa della forza navale da sommergibili, gestione delle emergenze di bordo e, sempre con un occhio attento al ‘real world’, sorveglianza e sicurezza marittima. Un elemento di difficoltà durante le attività è stato offerto dalle condizioni metereologiche avverse, che hanno ulteriormente messo alla prova la prontezza e la risposta degli equipaggi in ambienti proibitivi ed impervi, quali appunto quelli offerti dal mare agitato.

Un’esercitazione ‘complessa’ alla quale hanno partecipato oltre 2.000 tra donne e uomini, impiegati sui vari mezzi della Marina Militare come le navi Garibaldi, Durand De La Penne, Mimbelli, San Giorgio, Margottini, Aviere, Caio Duilio, Bergamini, Bersagliere, il sommergibile Prini e gli elicotteri EH-101, AB-212 e SH-90.

Nei prossimi giorni altre unità potrebbero essere chiamate a sviluppare temi addestrativi in mare con la stessa formula, e cioè senza preavviso, allo scopo di rendere ancora più realistico e complesso il contesto dell’esercitazione. Garantire efficienza ed efficacia dello strumento militare, è una responsabilità specifica delle Forze Armate che devono essere in grado di rispondere con la massima tempestività ed operatività, in qualsiasi momento.


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