Marina: intervento d’urgenza all’Isola d’Elba dei palombari del Comsubin per bonifica residuati bellici

Su richiesta della Prefettura di Livorno sono stati neutralizzati una mina ed un proiettile di grosso calibro

LIVORNO – Si è conclusa nelle acque dell’Isola d’Elba una complessa operazione subacquea per neutralizzare due pericolosi ordigni esplosivi da parte dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso i Nuclei S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Spezia.

L’intervento d’urgenza, richiesto dalla Prefettura di Livorno a seguito della segnalazione da parte di un subacqueo circa la presenza di probabili residuati bellici, è avvenuto grazie al supporto di Nave Pedretti, unità della Marina Militare dotata di camera di decompressione multiposto.

Le operazioni degli uomini del GOS hanno permesso di rinvenire, a Punta delle Cannelle, una mina ormeggiata modello P5 alla profondità di 40 metri e un proiettile di grosso calibro alla profondità di 26 metri.

Al termine di 5 giorni di delicate operazioni subacquee gli ordigni esplosivi sono stati rimossi, trasportati nelle aree di sicurezza individuate dalla competente Autorità Marittima, e distrutti dagli operatori del COMSUBIN attraverso le tecniche consolidate che preservano l’ecosistema marino.

Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo S.D.A.I. della Spezia, Tenente di Vascello Angelo Pistone, ha dichiarato: «Grazie al supporto di Nave Pedretti, siamo intervenuti effettuando immersioni a profondità considerevoli allo scopo di verificare le diverse segnalazioni pervenuteci. Oltre ai 4 contatti risultati non pericolosi, sono stati individuati e neutralizzati una mina ormeggiata, contenente 200 Kg di esplosivo, ed un proiettile da 175 mm«. «Mi preme raccomandare – ha continuato il responsabile delle operazioni – a chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di COMSUBIN per rispristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare».

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1 gennaio 2018 sono già 29.011 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 42.640 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm e 12 ordigni a caricamento speciale.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari del COMSUBIN rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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1 Commento

  1. Ignazio dice

    Si ringrazia il Vostro professionale intervento sempre, a garanzia dell’incolumità della gente. Congratulazioni.

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