Marina: il presidente della Repubblica ghanese a bordo della portaerei Cavour

marina-ghanaRoma, 11 mar – «E’ la prima volta che una portaerei entra nei nostri porti e, per noi, questa era sin dall’inizio una bellissima occasione. Siamo rimasti entusiasti delle sue potenzialità e soprattutto dell’amicizia mostrata e del progetto nell’ambito del quale la Marina Militare italiana ha voluto fare tappa a Tema. I rapporti tra Ghana e Italia sono già molto buoni da diversi anni e questa visita rappresenta la testimonianza della volontà di renderli ancora più stretti e ancora più proficui».

Queste le parole del Presidente della Repubblica del Ghana, John Dramani Mahama giunto a bordo della portaerei Cavourper assistere, insieme al Ministro della Difesa, al Capo di Stato Maggiore della Difesa ed al Capo di Stato Maggiore della Marina, ad una dimostrazione pratica ed a tutto tondo delle potenzialità e capacità aeronavali del 30° Gruppo Navale.

Il giusto coronamento di una sosta di 5 giorni che ha visto gli equipaggi della portaerei Cavour e della rifornitrice Etna impegnati in un fitto programma di Capacity Buildinga favore del personale della Marina ghanese.

«Grande collaborazione, forte interesse ed eccellenti risultati» la concisa analisi dell’Ammiraglio di Divisione Paolo Treu, Comandante del 30° Gruppo Navale, al termine della sosta.

La presenza del Gruppo Navale nel porto di Tema, in occasione del 57° Anniversario dell’Indipendenza ghanese, ha altresì rappresentato un importante contributo all’azione di politica estera nazionale, che l’Ambasciatore d’Italia in Ghana, Laura Carpiniha voluto sottolineare durante il tradizionale saluto agli equipaggi: «In un mondo globalizzato, il sistema Paese, gli attori pubblici e privati nazionali, e le Amministrazioni che sono radicate sul territorio, si devono spingere sempre più oltre i confini nazionali e specularmente, dall’altra parte gli Esteri, che sono tradizionalmente votati a portare l’Italia nel mondo si trovano sempre di più a portare il mondo in Italia e ad internazionalizzare la visione, la mentalità e le abitudini del Paese. La missione del 30° Gruppo Navale per me – ha concluso l’ambasciato – simboleggia proprio questo, l’ardita consapevolezza di volere e sapere raccogliere nuove sfide, rompendo schemi tradizionali e cooperando con spirito di squadra».

Il fronte umanitario

Intanto, anche dal punto di vista umanitario la sosta si è caratterizzata dai risultati ottenuti dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, con il contributo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italianae dell’intero equipaggio di Nave Etna.

362 bambini visitati dai 4 ottici optometristi ed 1 oculista volontario della Fondazione Francesca Rava N.P.H. provenienti da AIMO e FEDEROTTICA che, nei cinque giorni di attività, hanno altresì donato 82 occhiali assemblati al momento. Numeri che hanno permesso di raggiungere e superare la soglia delle 2000 visite, obiettivo iniziale della Campagna Umanitaria, per un totale di 2340 esami oculistici ed optometristi e 568 occhiali donati in soli 36 giornidi attività contro la cecità evitabile in 7 differenti porti africani.

Inoltre, i volontari della Fondazione Francesca Rava hanno condotto un’attività formativa a favore di 5 specializzandi optometristi ghanesi.

Il 30° Gruppo Navale, ora in rotta verso il porto di Dakar (Senegal) dove giungerà il prossimo 15 marzo, farà rientro in Italia, a Civitavecchia, il prossimo 8 aprile, dopo aver fatto sosta nei porti di Casablanca (Marocco) e Algeri (Algeria).


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