Marina, Amm. Branciforte: troppi marescialli e poche risorse per pagare i compensi

amm-branciforteNecessità di procedere all’unificazione dei ruoli del personale appartenente agli agenti, assistenti e sovrintendenti e ad una maggiore valorizzazione del ruolo dei marescialli.
Roma, 1 apr – Il 30 marzo al Senato – 4ª commissione Difesa, si è svolta la procedura informativa riguardante  “l’indagine conoscitiva sulla condizione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare” con l’audizione del Capo di Stato maggiore della Marina militare, Ammiraglio Bruno Branciforte. Si riporta di seguito il resoconto sommario della seduta:
 
L’ammiraglio BRANCIFORTE illustra le principali questioni attinenti alla condizione del personale della Marina militare, ponendo innanzitutto l’accento sullo squilibrio delle consistenze numeriche dei vari ruoli. Spicca, al riguardo, una forte eccedenza dei marescialli (oggi 13.700 a fronte di 7.952 previsti per il 2021 dall’attuale modello professionale), cui è possibile attualmente far fronte tramite lo strumento del cosiddetto “scivolo” (di cui alla legge n. 168 del 2005 ed in base al quale è possibile collocare in quiescienza, a domanda, i sottufficiali prossimi al congedo per raggiunti limiti di età), ed in ordine alla quale sarebbe a suo avviso opportuno operare anche un rifinanziamento della norma (di cui all’articolo 6 del decreto legislativo n. 215 del 2001), che agevola l’esodo del personale che si trovi a meno di cinque anni dal limite di età, accanto a delle corrispondenti riduzioni delle attuali percentuali di marescialli reclutati all’esterno. In tale scenario si inserisce, peraltro, anche la problematica dell’aspettativa per riduzione-quadri, istituto che contempera la duplice esigenza di limitare le consistenze della dirigenza militare con la protezione del sistema di avanzamento normalizzato.
 
L’oratore evidenzia quindi le oggettive difficoltà derivanti dalle attuali contrazioni delle risorse economiche disponibili, che si riperquotono negativamente – ad esempio- sui fondi destinati al compenso forfettario di impiego per le operazioni prolungate, ponendo altresì l’accento sulle problematiche connesse alla mobilità: il problema alloggiativo e l’asimmetria tra sedi desiderate e sedi disponibili danno infatti luogo ad un diffuso pendolarismo, con un crescente impatto sul benessere generale, sulla qualità della vista, sui costi e sui rischi. Tale criticità, peraltro, non è destinata a migliorare nel breve termine, stanti le crescenti esigenze di impiego. Per far fronte a tali necessità, e per consentire un’efficace rimodulazione dell’organizzazione della Forza armata, sarebbe pertanto necessario procedere al varo di concomitanti interventi di natura normativa e finanziaria, volti a sostenere adeguatamente il tasso fisiologico dei trasferimenti, a rivalutare gli importi dell’indennità di trasferimento di cui alla legge n. 86 del 2001 ed a riconoscere indennità particolari per coloro che risultano destinati a prestare servizio nella capitale del Paese.
 
Con riferimento agli aspetti relativi alla formazione sottolinea l’attuale insufficienza strutturale degli istituti e delle scuole, cui, per le problematiche di piccola e media entità, si cerca di far fronte attraverso interventi sinergici degli istituti stessi e del Genio della Marina.
 
Relativamente al trattamento economico rileva poi che l’attuale congiuntura limita fortemente la possibilità di riconoscere gli opportuni adeguamenti stipendiali, mentre, con riferimento al trattamento di quiescienza, pone l’accento sulla necessità di aumentare gli stanziamenti (attualmente non sufficienti), necessari a garantire un’efficace forma di previdenza complementare, resa necessaria a seguito delle riforme operate dalla legge n. 335 del 1995, auspicando altresì l’avvio, in tempi rapidi, di un tavolo di concertazione previdenziale, che preveda il coinvolgimento delle rappresentanze e che definisca aspetti essenziali quali le modalità di costituzione del fondo pensione e la determinazione della base di calcolo per il conteggio della quota annuale di accantonamento al trattamento di fine rapporto.
 
Dopo aver sottolineato l’opportunità di uno specifico strumento normativo in grado di disciplinare in modo organico il quadro giuridico ed economico del personale impiegato nelle operazioni internazionali di pace, l’oratore procede alla disamina approfondita del problema alloggiativo, rimarcando le forti aspettative nutrite al riguardo dagli appartenenti ai ruoli di truppa ed al ruolo sergenti e l’attuale carenza di unità abitative a disposizione della Forza armata, che dispone solamente di 1.897 alloggi di servizio ad incarico (ASI), e di 461 alloggi di servizio temporaneo (AST). Altre difficoltà sono anche riscontrabili -nelle varie sedi- per ottenere un’adeguata assegnazione temporanea di alloggi nell’ambito delle sistemazioni logistiche del personale imbarcato, ed un ulteriore aggravio della situazione è infine determinato dal consistente numero degli alloggi occupati sine titulo, stante l’impossibilità di ottenerne il rilascio a seguito di quanto disposto dalla legge n. 244 del 2007. Al riguardo, auspica una soluzione articolata che preveda un piano di rinnovamento del patrimonio immobiliare (la Forza armata necessiterebbe, in base ad una stima, di circa 9.500 alloggi), la stipula di accordi di programma con gli enti locali, il finanziamento del fondo casa per l’erogazione di mutui a tasso agevolato, la stipula di accordi con società immobiliari al fine di realizzare costruzioni in aree destinate all’edilizia pubblica e popolare e la possibilità di rimborso delle rate del mutuo in caso di trasferimento ad altra sede di servizio.

L’ammiraglio Branciforte prosegue la propria esposizione ribadendo la centralità delle rappresentanze militari, che forniscono un importante ausilio ai fini del raggiungimento degli obiettivi perseguiti dallo Stato maggiore in ordine alla tutela ed alla cura degli interessi del personale, esprimendo tuttavia forti perplessità in ordine alla loro eventuale trasformazione in associazioni a carattere sindacale. Sempre sul tema, osserva quindi che il Corpo delle Capitanerie di porto -parte integrante della Forza armata- è sempre presente da circa venti anni con almeno un membro nell’ambito del Consiglio centrale della rappresentanza della Marina.

Con riferimento, poi, alla condizione del personale femminile, sottolinea l’assoluta parità di trattamento ad esso riservata nell’ambito della Forza armata, che sta cercando peraltro di ovviare ad una serie di problematiche connesse all’ingresso di detto personale, quali la necessità di conciliare il rispetto delle norme a tutela della maternità con le peculiari esigenze di impiego e la realizzazione di asili nido.

Dopo aver posto l’accento sugli sforzi profusi dalla Forza armata e dallo Stato maggiore della Difesa in ordine al reinserimento nel mondo del lavoro del personale congedato senza demerito, sulla necessità di una profonda riforma dei codici penali militari (in ordine alla quale è stato approvato, nel Consiglio dei ministri dello scorso 1° marzo uno schema di disegno di legge delega per il riassetto delle norme applicabili nel corso delle missioni fuori area), e sull’attenzione posta dalla Marina militare alle delicate vicende vissute dal personale trovatosi esposto all’amianto, l’oratore si sofferma sulla tematica inerente al riordino delle carriere, rilevando la necessità di procedere all’unificazione dei ruoli del personale appartenente agli agenti, assistenti e sovrintendenti e ad una maggiore valorizzazione del ruolo dei marescialli.

Conclude auspicando l’adozione di opportune misure al fine di accelerare il raggiungimento degli obiettivi previsti dal modello professionale, di garantire un’opportuna copertura finanziaria per il riequilibramento dei ruoli, di riconoscere -sia sul piano morale che su quello economico- la specificità del lavoro svolto dagli operatori della Marina, di provvedere ad un’efficace soluzione delle problematiche connesse alla disponibilità di alloggi di servizio e di assicurare la disponibilità delle opportune risorse per assicurare al personale della Marina adeguate condizioni di lavoro.

Il senatore TORRI (LNP) pone in risalto la delicata situazione inerente alla disponibilità degli alloggi di servizio, in ordine alla quale una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dall’anticipo di una quota del trattamento di fine rapporto ai fini dell’acquisto di una casa. In particolare, un ruolo decisivo in ordine al reperimento delle necessarie risorse economiche potrebbe essere svolto dalla società -di recente costituzione- Difesa Servizi S.p.A., organismo in grado di garantire, attraverso la propria attività, rilevanti introiti economici per la Difesa.

Si sofferma, quindi, sia sull’inopportunità di trasformare le rappresentanze militari in associazioni di tipo sindacale, sia sulla necessità di provvedere all’istituzione di efficaci forme di previdenza complementare.

Il senatore DEL VECCHIO (PD) chiede delucidazioni in ordine alla situazione degli arsenali della Marina, che rivestono, a suo avviso, un ruolo fondamentale sia dal punto di vista operativo che occupazionale (prevedendo l’impiego di un gran numero di maestranze qualificate). 
 
Il senatore ESPOSITO (PdL) domanda ragguagli sia ordine ai profili addestrativi del personale di bordo (anche in relazione alle ore di moto delle unità), sia relativamente al collocamento in quiescenza del personale prossimo al raggiungimento dei limiti di età.

Il senatore SCANU (PD) chiede chiarimenti in ordine alla disponibilità di alloggi di servizio per il personale di truppa, domandando altresì quale sia la consistenza numerica dei soggetti deceduti ovvero gravemente ammalatisi a seguito dell’esposizione all’amianto, nonché delle richieste di risarcimento conseguentemente presentate.

Il senatore RAMPONI (PdL), nell’esprimere il proprio apprezzamento in ordine ai preziosi elementi di dettaglio forniti dall’ammiraglio Branciforte, ricorda che gran parte delle problematiche evocate sono oggetto di specifiche iniziative legislative attualmente all’esame del Parlamento.

Il senatore CARRARA (PdL) domanda se, al fine di risolvere la delicata situazione alloggiativa, un metodo efficace non possa essere rappresentato dalla costruzione di apposite unità prefabbricate (oggi possibile grazie ad interessanti soluzioni tecnologiche realizzabili a costi contenuti), sui terreni attualmente in dotazione al demanio.

Replica agli intervenuti l’ammiraglio BRANCIFORTE, rilevando innanzitutto che la Marina militare presta particolare attenzione in ordine alla futura attività della società Difesa Servizi. Infatti, lo strumento attualmente utilizzato per recuperare risorse in ordine all’esercizio, ossia quello della permuta, non appare in grado di fornire introiti monetari diretti.

Con riferimento, quindi, alla situazione alloggiativa, rappresenta l’opportunità di definire delle strategie certe con particolare attenzione sia alla problematica rappresentata dagli utenti sine titulo, sia al reperimento di ulteriori unità nella città di Roma. Per quanto attiene, invece, alle esigenze del personale di truppa, spicca la necessità di realizzare specifiche unità abitative presso le basi navali.

Relativamente, ai profili addestrativi, osserva che, anche al fine di risparmiare carburante, le ore di moto delle unità hanno effettivamente subito una rilevante riduzione, mentre, per quanto attiene agli arsenali della Marina, rileva che, ad oggi, vi sono numerosi progetti in fase di definizione.

L’oratore conclude precisando che il collocamento in quiescenza ai sensi della legge n. 168 del 2005 concerne prevalentemente il ruolo dei marescialli (in cui si concentrano rilevanti eccedenze di organico), ed osservando, da ultimo, che le persone coinvolte a seguito dell’esposizione all’amianto dovrebbero essere circa cinquecento (dato comunque approssimativo).
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