High North 2017, dopo 89 anni la Marina militare torna in Artico per ricerca scientifica | VIDEO E FOTO

L’Italia dal 2013 fa parte del Consiglio Artico

Roma, 20 set – Insieme si può! Questo il messaggio che emerge dalla conferenza che si è svolta oggi a Palazzo Marina nella biblioteca dove sono intervenuti il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di Stato Maggiore delle Marina, ammiraglio Valter Girardelli.

Presenti alla conferenza stampa anche, il Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, contrammiraglio Luigi Sinapi, i rappresentati dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), del Consiglio Nazionale di Ricerca (Cnr), dell’Agenzia Nazionale Per Le Nuove Tecnologie, L’energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (Enea), tutti attori protagonisti di questa importante campagna, e del Centro per la ricerca e la sperimentazione marittima della Nato (Cmre).

Una sinergia che ha funzionato alla perfezione quella tra comparto della difesa e della ricerca che ha dato vita a una squadra coesa e di successo. Da tutti i presenti, l’auspicio di poter pianificare e programmare nuove missioni per dare continuità al lavoro svolto nella campagna.

High North 2017 è stata una missione di ricerca scientifica, coordinata dall’Istituto Idrografico della Marina che si è svolta dal 9 al 29 luglio scorso nel Mar Glaciale artico, zona sud-sudovest delle isole Svalbard, nel nord della Norvegia.

Un’area inesplorata con un’estensione di circa 650 km2 dove sono stati rilevati dati di geofisica marina relativi all’atmosfera, alle masse d’acqua, al fondo e al sottofondo marino.

La coordinatrice scientifica della campagna, professoressa Roberta Ivaldi, ha espresso la soddisfazione per aver raggiunto gli obiettivi prefissati alla vigilia della partenza, e tra i risultati preliminari esposti, oltre all’importanza della mappatura della zona e il riscontro dell’esistenza di una lingua di acqua fredda di cui si supponeva solo l’esistenza.

L’importanza della missione è sottolineata nelle parole dell’ammiraglio Girardelli che nel suo intervento definisce l’artico «una regione di rilevanza strategica sempre più importante, per i profili di natura commerciale, di tutela dell’ecosistema e di sicurezza, in particolare per la presenza del 30% di riserve di gas e del 13% di quelle petrolifere».

Ecco perché l’Italia ha deciso di prendere parte al Consiglio Artico al quale è ammessa dal 2013 come osservatore. Un riconoscimento che non viene concesso a tutti i paesi, dato all’Italia per la complessa e continua attività scientifica svolta nella regione. Interessi nazionali, non solo economici dunque, con le nuove rotte che si potrebbero aprire a Nord, ma anche uno studio e un continuo monitoraggio dei cambiamenti climatici. L’artico infatti influisce sul clima mondiale in modo preponderante.

La missione si è svolta in mare a bordo di Nave Alliance, che grazie alle peculiari caratteristiche, può operare nelle acque polari. Le attrezzature di cui è dotata l’Unità, hanno permesso di fornire ai ricercatori il sostegno necessario per condurre gli studi, scopo della Campagna.

Nave Alliance, unità polivalente di ricerca Nato, da marzo del 2016 ha a bordo un equipaggio della Marina militare e svolge attività in coordinamento con il Centre for Maritime Research and Experimentation (Cmre) della Nato.

Dopo 89 anni dunque, la Marina militare e l’Italia sono tornate nella regione artica per una ricerca scientifica, perché comprendere in anticipo quali saranno i futuri scenari ambientali ed economici, è un risorsa fondamentale per il Paese. E.S.

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