Crisi, la Marina militare rinuncia alla sua festa

Bandiera-marinaRoma, 17 nov – Tutto il personale della Marina Militare, con sorpresa, ha appreso attraverso il portale intranet della Forza Armata che: “quest’anno il concerto celebrativo della Santa Barbara, che si tiene tradizionalmente in Roma nell’auditorium Parco della Musica, non verrà effettuato. La Marina Militare sceglie un percorso di sobrietà e taglia le spese che sarebbero previste per le prossime celebrazioni della Santa Barbara Patrona della Forza Armata. In una riunione straordinaria tenutasi nel pomeriggio di ieri a palazzo Marina, l’Ammiraglio Bruno Branciforte, Capo di Stato Maggiore, ha spiegato le ragioni della sua scelta che, come ha detto «sono dettate da criteri di coerenza con il particolare momento di austerità che sta affrontando la Nazione. Tutti siamo chiamati a parteciparvi contribuendo nel più efficace modo possibile». Ha poi aggiunto «sono convinto che la mia è una scelta partecipata dai miei uomini e donne che, come cittadini italiani e marinai condividono le sorti della Nazione». È stata confermata invece la celebrazione religiosa della Santa Messa che avrà luogo venerdì 2 dicembre alle ore 10,30 presso la Basilica di San Giovanni in Laterano”.
 
“Non vi è dubbio che dispiace molto tale decisione – commenta Antonello Ciavarelli del Cocer Marina – , perché il personale dovrà rinunciare ad uno dei più importanti appuntamenti culturali ed aggregativi, come quello del concerto di Santa Barbara. Nonostante tutto, non vi è dubbio che da parte del personale vi sia una condivisione con il suo Capo di Stato Maggiore per un atteggiamento di austerità. Essendo un appuntamento noto, si auspica che tale decisione possa servire da esempio, soprattutto a cominciare, in prima persona, da coloro che hanno responsabilità decisionali sulle sorti del Paese”.
 
“Credo, inoltre- continua Ciavarelli – , sia l’occasione per ricordare che, tale rigore, i marinai lo conoscano molto bene, sia che essi si occupino di difesa nazionale che di Guardia Costiera. Di recente si è conclusa la guerra in Libia, dove i marinai per mesi si sono spesi senza risparmiarsi e senza soluzione di continuità. È da rammentare che, grazie ad una azione decisa e senza tregua del Cocer Marina e, sicuramente dello Stato Maggiore (ognuno nel proprio ambito), è stata riconosciuta l’attività “bellica” svolta dai marinai, almeno come una normale attività addestrativa. Si è rischiato seriamente di essere considerati dal Governo, come in una crociera di piacere”.
 
“Un altro esempio di rigore nel comportamento dei marinai, è quello del personale della Guardia Costiera, sia nello specifico dell’emergenza di Lampedusa, e sia nel quotidiano. Infatti, nonostante gli 8.000 chilometri di costa, con scarsità di risorse economiche e con soli 10.800 uomini e donne si fa fronte, con tanti sacrifici, alla richiesta di sicurezza dei cittadini, sulle coste e nelle acque territoriali. L’auspicio è che la politica possa, in questa nuova fase, accorgersi di tali sacrifici e di come le spese per il personale militare, che per primo deve vivere i valori sanciti nella nostra costituzione, siano senza dubbio un investimento e non uno spreco. Ad esempio, garantire la sicurezza del transito di ricchezza da e per l’Italia nei traffici marittimi e in zone sensibili come i porti e le coste, è sicuramente una fonte di ricchezza che non si potrà più trascurare”.

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