Augusta: iniziata l’estrazione dei corpi dal relitto del peschereccio affondato nel 2015

estrazioni-corpi-peschereccio-2015Augusta (SR), 3 lug – Il relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015, dopo essere stato trasportato nella rada di Augusta dalla nave Ievoli Ivory scortata da nave San Giorgio della Marina Militare, il 1 luglio é stato trasferito su una struttura posizionata all’interno dell’area adibita allo svolgimento delle operazioni a terra istituita presso il “Pontile Marina Militare” di Melilli (SR).

Proseguono senza sosta le operazioni dei Vigili del fuoco per il recupero dei corpi dei migranti dal barcone recuperato dai fondali del mare, con turnazioni che consentono di mantenere il dispositivo attivo 24 ore su 24.

Concluse le prime verifiche strutturali dell’imbarcazione, le squadre si stanno alternando nel lavoro di messa in sicurezza del relitto, a cominciare dal ponte di coperta, con la rimozione del materiale ammassato e di parti pericolanti o d’intralcio per le operazioni. Contestualmente sono stati recuperati i primi resti e affidati per le procedure di identificazione alla struttura del “Labanof” dell’Università di Milano, con la quale i Vigili del fuoco hanno condiviso, in fase di pianificazione, le modalità di recupero. Per acquisire maggiori informazioni, sono state installate delle telecamere telescopiche introdotte nelle stive, dove, completata la prima fase preparatoria, i Vigili del fuoco penetreranno per proseguire l’operazione di recupero. Per consentire il passaggio all’interno, è previsto un primo taglio centrale sulla murata di sinistra. L’operazione, per la quale sono attualmente impegnati 83 Vigili del fuoco, terminerà solamente a recupero finito di tutti i corpi.

L’attività disposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è resa possibile grazie alla sinergia tra Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Commissario Straordinario per le persone scomparse, Prefettura di Siracusa e Procura della Repubblica di Catania e vede il coinvolgimento a terra di circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, dell’Ufficio di Sanità Marittima, Area e di Frontiera (USMAF), dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), Agenzia della Dogana, oltre alle Autorità ed Enti Locali insistenti sul territorio.

Il modulo di recupero è stato progettato e realizzato dalla Società “I.D.MC. Impresub – Diving and Marine Contractor S.r.l.” di Trento.


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