Migranti: Guardia Costiera sotto attacco social, “ha disubbidito, corte marziale”

Nave Diciotti nella bufera social: «arrestate il capitano e tutto l'equipaggio»

Roma, 19 ago – (di Giuseppe Paradiso) La vicenda è nota: da quattro giorni la nave Diciotti della Guardia Costiera è bloccata al largo di Lampedusa, con 177 migranti a bordo, in attesa che venga deciso chi accoglierà i migranti a bordo.

Il barcone ha lasciato la zona SAR maltese ed è arrivata vicino alle coste italiane, dove la Diciotti ha soccorso i migranti: dei 190 a bordo del barcone 13 sono stati trasferiti all’ospedale di Lampedusa perché in condizioni di salute giudicate critiche.

Il governo italiano, però, si rifiuta di accoglierli prima di ottenere la garanzia da parte dell’Unione Europea che i migranti saranno suddivisi tra gli stati membri. Inoltre, come già accaduto in passato, c’è stata una polemica tra Matteo Salvini, ministro dell’Interno italiano, e il governo di Malta.

Questa mattina Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (uno dei ministeri dai quali dipende la Guardia Costiera) con un tweet, nel lodare l’operato di nave Diciotti che «dimostra che Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane», stigmatizza «Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni».

Molti utenti social, tuttavia, non sono d’accordo con il ministro e preferiscono prendere di mira l’equipaggio di nave Diciotti, reo – secondo alcuni – di disobbedienza e quindi meritevole di punizioni.

Di seguito alcuni dei commenti più feroci contro la Guardia Costiera in generale e contro la Diciotti in particolare.

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Migranti: Guardia Costiera sotto attacco social, "ha disubbidito, corte marziale"
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2 Commenti

  1. Alessandro dice

    Commenti disgustosi da parte di persone senza un minimo di umanità e rispetto verso i marinai che fanno il proprio dovere.

  2. SandroGal dice

    Lasciamo da parte per un attimo gli schieramenti ideologici e ragioniamo:
    a) se l’imbarcazione non era in pericolo (come dice Malta e come dicono molti commenti tweet o facebook) e dirigeva verso le acque italiane, senza l’intervento della nave della Guardia costiera sarebbero arrivati autonomamente a lampedusa o su altra costa siciliana, come i vari sbarchi fantasma che continuano ad avvenire nonostante tutto: i 190 sarebbero quindi ora già tutti in Italia, più o meno sotto controllo del Ministero dell’interno. Che senso ha, allora, prendersela con la nave della Guardia costiera che li avrebbe solo intercettati un po’ prima, evitando inoltre che potessero sbarcare senza controllo in Italia? Come peraltro già avvenuto per la nave della GdF e la nave militare di Frontex poco tempo fa! Se si tratta di migranti senza diritto di asilo, il Ministero dell’interno provvederà certamente all’immediato rimpatrio, secondo la politica di fermezza adottata
    b) se l’imbarcazione era invece in effettivo pericolo, come riferito dalla Guardia costiera italiana, c’era comunque l’obbligo di dover intervenire! Occorre peraltro ricordare che l’imbarcazione è stata soccorsa quando mancavano solo poche miglia al suo ingresso nell’area di responsabilità SAR italiana: attendere ancora avrebbe solo complicato la situazione, con possibili maggiori rischi per la stessa incolumità dei soccorritori (non dimentichiamoci inoltre che alcuni ufficiali della marina e della Guardia costiera sono ancora sotto processo per l’accusa, peraltro ingiusta, di non essere intervenuti in area SAR maltese in un caso analogo del 2013)! Inoltre, intervenendo in area maltese Malta non poteva del tutto chiamarsi estranea alla faccenda, ed ha permesso all’Italia quantomeno di motivare una protesta ufficiale.
    Non mi pare siano possibili diverse considerazioni, tantopiù che non mi risulta vi sia alcun provvedimento governativo ufficiale che vieti di prestare soccorso o di intercettare unità al di fuori delle acque territoriali (anzi, esistono provvedimenti esattamente opposti, come il DM 24 luglio 2003 e l’accordo tecnico operativo del settembre 2003, rivisto nel 2005).
    Quanto poi alla ventilata ipotesi di riportare i migranti soccorsi o intercettati in Libia, non esiste alcun provvedimento governativo che preveda tale ipotesi (i respingimenti collettivi sono peraltro vietati dal TU immigrazione), potendo i respingimenti essere effettuati esclusivamente dalla polizia di frontiera e non autonomamente dal comandante di una nave della Marina o della Guardia costiera.

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