Si ammala ed avanza domanda per causa di servizio, ma i superiori lo puniscono

Esercito-Italiano-militariRoma, 13 giu – La questione trae origine dalla domanda con cui, un caporal maggiore scelto dell’Esercito italiano, lo scorso aprile, ha chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per una “persistente sindrome disventilatoria ostruttiva”.

In particolare, il graduato si è limitato a rappresentare che, sin dalla data di arruolamento, nel 2003, è sempre risultato idoneo al servizio militare incondizionato, fino a quando – ad ottobre del 2015, sottoposto a visite mediche specialistiche – gli è stata diagnosticata la predetta patologia, a cui peraltro ha fatto seguito un giudizio di idoneità limitata, con la controindicazione temporanea allo svolgimento di attività lavorative in ambienti con possibile esposizione a polveri o ad agenti irritanti respiratori.

Con la sua domanda, il militare ha riferito che tale patologia è da ricondursi al servizio prestato e, in particolare, tra le varie circostanze rappresentate, ha fatto espresso riferimento alle insufficienti condizioni igieniche che lo hanno «esposto ad alte cariche di allergeni, quali polveri ed acari della polvere, presenti nell’ambiente e negli effetti letterecci in dotazione (coperta, cucino, materasso), per i quali non venivano costantemente messe in atto le procedure previste per la pulizia degli stessi».

Tanto premesso, a distanza di poco più di un mese dalla presentazione di tale richiesta, al militare è stato comunicato l’avvio di un procedimento disciplinare di corpo finalizzato all’eventuale irrogazione della “consegna di rigore”.

L’autorità procedente ha contestato al militare di aver rilasciato «dichiarazioni scritte, contenute in una domanda per il riconoscimento di causa di servizio ed equo indennizzo, con le quali affermava la mancata adozione, da parte della linea gerarchica di Comando, di previste procedure per la pulizia degli effetti letterecci».

Il militare, assistito dagli avvocati Giorgio Carta e Chiara Lo Mastro, sta preparando la sua difesa nell’ambito del procedimento in parola.

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