Roma: si suicida a Palazzo Grazioli un militare di “Strade Sicure”, è il terzo in 6 mesi

Roma, 29 lug – Si chiamava Enrico DE MATTIA, il Caporal Maggiore di 25 anni, originario di Angri (Salerno), che ieri si è tolto la vita a Palazzo Grazioli, la residenza romana di Silvio Berlusconi.

De Mattia, al momento del suicidio, era il “capo muta” a Palazzo Grazioli, inquadrato nell’operazione “Strade Sicure”.

Il Caporal Maggiore Enrico De Mattia era effettivo al 1° Reggimento Granatieri di Sardegna e, per l’operazione “Strade Sicure”, era inquadrato nel “Complesso Foxtrot, 2°gruppo tattico, Task Force 1 del Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo”, comandato dal generale di brigata Paolo RAUDINO, che riveste il ruolo di comandante della Brigata Granatieri.

I fatti

Da quello che si apprende, ieri durante il turno pomeridiano 13-19, verso le ore 15 circa, De Mattia si sarebbe recato in bagno portando con sé la pistola d’ordinanza e si sarebbe sparato in testa.

Non si conoscono, al momento, le motivazioni che hanno indotto il Caporal Maggiore De Mattia all’insano gesto ma quello che sappiamo è che questo è il terzo suicidio in 6 mesi di un militare sotto il comando del generale Raudino.

A febbraio 2018 un bersagliere di 29 anni, di Taranto, si era tolto la vita nello stesso modo nella stazione metro di Barberini, al centro di Roma.

A dicembre 2017 un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell’operazione “Strade Sicure” a Roma.

Tre suicidi in 6 mesi sono troppi.

I ragazzi chiamati a svolgere il servizio nell’operazione “Strade Sicure”, da quello che ha potuto apprendere GrNet.it, sono tutti provati fisicamente (condizione che è peggiorata anche a causa del gran caldo e delle condizioni di lavoro) ma, soprattuttto psicologicamente. Per tale ragione 150 di loro hanno preso carta e penna ed hanno scritto all’avvocato. Non ce la fanno più.

Da quello che ha appreso GrNet.it, i soldati che a Roma svolgono questo servizio non “staccano mai”: vengono letteralmente bombardati di messaggi sul proprio cellulare provenienti dai propri ufficiali che sfruttano dei gruppi WhatsApp appositamente creati per inviare “cazziatoni” a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Questi ragazzi, ci viene spiegato, non temono affatto l’attacco terroristico o altre forme di aggressioni esterne, ma temono soprattutto il generale, il colonnello, il capitano, insomma tutta la catena gerarchica che li terrebbe continuamente sotto pressione, anche se spesso i militari sarebbero costretti, a causa della mancanza di organico, a fare i doppi turni.

«Ho contattato i vertici della Difesa per comprendere la veridicità della notizia: è ufficiale purtroppo, un militare in servizio in operazione “strade sicure” si è tolto la vita. Riserbo e vicinanza alla famiglia della vittima in questo momento».

E’ quanto scrive sul suo profilo Facebook Gianluca Rizzo, presidente della Commissione Difesa della Camera.

«La vita di un militare è soggetta più di altre categorie a subire contraccolpi psicologici legate alla specificità del ruolo . Serve assolutamente e immediatamente una task force in grado di affrontare in maniera strutturale il tema dei suicidi nelle ffaa e nelle ffoo».

Esercito: massimo supporto alla famiglia e trasparenza nei confronti degli organi inquirenti

«Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina a nome di tutti i militari della Forza Armata, esprime la sua vicinanza e il proprio profondo cordoglio alla famiglia del Caporal Maggiore (VFP4) Enrico De Mattia, scomparso tragicamente in servizio. Personale dell’Esercito ha immediatamente informato la famiglia e, sin dal primo momento, sta fornendo il massimo supporto logistico e psicologico alla stessa».

E’ quanto si legge in una nota stampa dello Stato Maggiore Esercito.

«La Forza Armata collabora, con la massima trasparenza e piena disponibilità – prosegue la nota -, alle attività degli organi inquirenti per accertare le motivazioni che possono aver condotto il militare a compiere questo tragico gesto».

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3 Commenti

  1. Ignazio dice

    Mi sento vicino ai familiari, mentre capisco perfettamente i sacrifici giornalieri di questi Soldati. Sinceri condoglianze.

  2. Piter dice

    Domandate il motivo ai generali ai tenentini…..che coordinano questi ragazzi loro doce sono dietro la scrivania con aria cond ……metteteli in strada anche loro ….tanto di uff ne abniamo a tonellate che non setvo a niente….

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