Cocer e Sindacati: non chiediamo aumenti ma non siamo ONLUS

Marina-Militare_Mare-Nostrum_trasbordo-migrantiUna nuova nota dei rappresentanti del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, precisa i termini delle loro rivendicazioni relativi all’annunciato blocco degli stipendi anche per il 2015.

«Facendo seguito al comunicato di ieri – si legge – e constatato che nel dibattito che ne è scaturito sono emersi argomenti che confermano la non diffusa conoscenza della specificità delle forze armate, di polizia e dei vigili del fuoco, rispetto al resto del pubblico impiego, riteniamo doveroso precisare che non abbiamo richiesto alcun aumento stipendiale attraverso il rinnovo dei contratti, in considerazione della scelta, non condivisa, di procrastinare tutti i rinnovi contrattuali dei lavoratori pubblici a causa dei problemi di ordine finanziario nonostante la nostra specificità lavorativa, ma la rimozione del tetto salariale».

«Il tetto salariale – spiegano sindacati e Cocer – è quell’infernale meccanismo per cui ciascuno non può guadagnare più di quanto guadagnava nel 2010. Cioè, in sintesi, se una persona è stata promossa, ha assunto nuove funzioni ed è stata trasferita in un’altra città (evento ordinario nella nostra realtà), verrà comunque retribuita come nelle mansione inferiore con tagli della retribuzione dell’ordine del 10-20%. Se è stata promossa due volte in cinque anni, verrà penalizzata due volte, se non è interessata da promozioni va esente da conseguenze. Nel nostro mondo le tempistiche e le procedure di promozione sono fissate dalla legge, non esiste alcuna contrattazione integrativa che le possa influenzare».

Viene fatto inoltre rilevare che «il superamento del tetto salariale è previsto dal DEF di giugno (pag. 34 sez.II). Se non verrà rimosso vorrà dire che saranno state adottate scelte politiche diverse, destinando quelle risorse ad altri scopi» e che «è evidente la contraddizione fra l’asserita volontà di premiare il merito e il permanere del tetto salariale, che penalizza i più meritevoli e quelli che lavorano di più».

«Nel contesto del pubblico impiego, la nostra condizione è oggettivamente diversa. Prendiamo atto con favore della disponibilità del premier ad un incontro, nessun ricatto da parte nostra, tuteliamo, nonostante le notevoli limitazioni giuridiche a cui siamo sottoposti e nel caso dei militari l’assenza di reali tutele sociali, i diritti del personale rappresentato».

«Forti della sensatezza delle nostre rivendicazioni – conclude la nota – , siamo fiduciosi che l’intelligenza e il buon senso porteranno a soluzioni adeguate. In attesa di segnali concreti rimaniamo fermi sulle posizioni espresse con il comunicato di ieri, le giuste rivendicazioni non sono ricatti».

Cocer Marina: Renzi #Stai sereno non vogliamo aumenti ma non siamo una ONLUS

«In seguito alle dichiarazioni del Presidente Renzi riferite alla agitazione espressa dalle rappresentanze sindacali delle Forze di Polizia e Forze Armate – sottolinea una nota di alcuni delegati Cocer della Marina (Antonello Ciavarelli, Vito Alò, Franco Saccone, Giordano Andreoli, Sergio Belviso e Antonio Colombo), riteniamo doveroso sottolineare che il mondo in divisa non si è mai sottratto dai sacrificianche economici accettando con pazienza da circa 6 anni il blocco contrattuale. Il blocco salariale che ci colpisce dal 2010 e che invece è tutt’altro, diventa insopportabile perché sovverte e colpisce le logiche meritocratiche ed il rispetto delle anzianità mettendo in ginocchio il personale del Comparto Sicurezza e Difesa».

Carabinieri: falso che ci sottraiamo alla protesta

Intanto il Cocer carabinieri, che ha appreso durante il TG5 delle ore 13,00 odierne, “di aver dichiarato che non avrebbe aderito allo sciopero generale delle forze di polizia e forze armate”, tiene a precisare che «Tale notizia risulta completamente falsa ed infondata. Il Consiglio centrale di Rappresentanza dei carabinieri, non solo è promotore dell’iniziativa ma conferma nella sua interezza il contenuto e gli accordi presi durante la riunionione congiunta con il comparto sicurezze difesa tradotta nel comunicato stampa ampiamente diffuso nei giorni 4 e 5 settembre 2014».


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