Incidente C-130: a Pisa 4 psicologi per aiutare le famiglie dei militari deceduti

C130J Recuperate le scatole nere. Pisa, 24 nov. – Alla base dell’aeroporto militare di Pisa sono in arrivo quattro psicologi, che cercheranno di aiutare le famiglie dei cinque avieri della 46esima brigata aerea morti ieri poco dopo il decollo di un volo di addestramento. Accanto al supporto morale affidato al lavoro degli psicologi, il personale della brigata e’ impegnato a svolgere tutti gli aspetti amministrativi e burocratici a favore delle famiglie delle vittime. “Accanto al supporto morale e’ altrettanto necessario quello materiale”, ha ricordato il generale Stefano Fort, comandante della’aeroporto militare di Pisa nel corso di una conferenza stampa.

Recuperati il Flight Data Recorder e il Cockpit Voice Recorder.

scatola-nera

Flight Data Recorder

Sono state recuperate le due scatole nere presenti sul C130 caduto ieri all’aeroporto militare di Pisa poco dopo il decollo per un volo di addestramento. Lo ha reso noto il generale di brigata Stefano Fort, comandante della 46esima brigata aerea di Pisa nel corso di una conferenza stampa. L’esame del contenuto delle due scatole nere, una relativa ai dati tecnici e l’altra sulle conversazioni nella cabina di pilotaggio, sara’ oggetto dell’indagine svolta dalla magistratura ordinaria di Pisa. Il generale Fort ha reso noto anche che e’ gia’ giunto a Pisa anche il colonnello Giuseppe Gimondo, presidente della commissione interna dell’Aeronautica militare che fa capo all’Ispettorato della sicurezza del volo. La commissione militare, composta da 5 persone, avra’ il compito di svolgere, in parallelo alle indagini della magistratura ordinaria, “le analisi di quanto accaduto”. Nel primo pomeriggio di oggi i magistrati della Procura e la commissione aeronautica si incontreranno per una prima valutazione in modo da coordinare le fasi investigative. Il generale Fort ha spiegato che i risultati dell’analisi dei dati presenti nelle due scatole nere arriveranno “in tempi molto brevi, probabilmente nell’ordine di una settimana”. Entro questa data sara’ possibile avere un’analisi preliminare dell’accaduto.

E proprio riguardo alle cause dell’incidente aereo, il generale Stefano Fort ha ribadito che per ora non ci sono piste di indagine privilegiate ma solo illazioni. “Solo dall’esame dei dati tecnici sara’ possibile avere risposte precise”, ha ricordato il comandante della 46esime brigata aerea, che poi verranno incrociati con le testimonianze dei molti presenti all’accaduto. Dai primi accertamenti e’ risultato che ai comandi dell’aereo c’era il maggiore Bruno Cavezzana. Il velivolo era pilotato dal tenente allievo pilota Salvatore Bidello, mentre il terzo pilota era il tenente allievo Gianluca Minichino. Il maresciallo Gianluca Larice e il maresciallo Maurizio Ton erano gli addetti al carico. Tutte le salme sono state gia’ recuperate e trasferite all’Istituto di medicina legale di Pisa a disposizione della magistratura, che dovra’ disporre l’autopsia. Una volta che le salme saranno rilasciate, ha precisato il generale Fort, sara’ allestita la camera ardente nel santuario dedicato ai Martiri di Kindu (dedicato ai 13 avieri italiani uccisi dai ribelli congolesi nel 1961) che si trova nelle vicinanze dell’aeroporto militare di Pisa.

Il generale Forte, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha sottolineato come il tragico incidente di ieri non pone problemi di sicurezza aggiuntivi all’aeroporto militare di Pisa. “In quindici anni di mia permanenza in questa base non si sono mai registrare emergenze tali da mettere a rischio la sicurezza della popolazione di Pisa e delle zone limitrofe”, ha aggiunto il comandante. Oltre alle numerose manifestazioni di vicinanza e di cordoglio espresse da tutte le forze armate e dalle principali cariche istituzionali, sono state tante le espressioni di solidarieta’ giunte dai cittadini alla 46esima brigata aerea. “Il nostro personale e’ sotto choc e la presenza oggi del ministro della Difesa Ignazio La Russa – ha sottolineato il generale Forte – e’ stata particolarmente gradita, ci ha fatto veramente bene e ha contribuito a tirare su il nostro morale”.

Il dolore di un collega:  “In quell’aereo potevo esserci anche io”

46Brigata-Aerea“Ho volato con loro in tante missioni nel mondo. Il comandante era uno dei migliori piloti che abbia conosciuto. Sono sbigottito e incredulo: non capisco come possa essere successo”. Il dolore per la tragica scomparsa di cinque avieri e’ espresso dal maggiore Daniele Gaboli, in servizio all’aeroporto militare di Pisa, sede della 46esima Brigata aerea, che si e’ brevemente intrattenuto con i giornalisti nella giornata di lutto dopo l’incidente di ieri. “In quell’aereo potevo esserci anche io”, ha aggiunto il maggiore Gaboli. “Nessun volo e’ di routine e dopo quello che e’ accaduto tuttavia non ho paura di volare ancora . Il nostro e’ un lavoro pericoloso, ma vale la pena farlo perche’ le soddisfazioni sono tantissime”, ha detto tra l’altro l’ufficiale dell’Aeronautica. “Quanto e’ successo e’ imponderabile: una serie di concause e succede un’immane tragedia”.

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