C-130 precipitato: angoscia in base ma l’attività continua

c130cadutoFra le vittime il “mito” dei piloti, cordoglio dalle alte cariche dello Stato. Pisa, 24 nov – Facce scure, teste basse, poca voglia di parlare. Alla base della 46/a brigata aerea dell’Aeronautica militare, a Pisa, e’ una giornata di lutto. I colleghi dei cinque militari morti durante un volo di addestramento piangono in silenzio. Ma l’attivita’ continua. A Pisa ci sono 1.350 militari, con alle spalle, nel solo 2008, 15 mila ore di volo, per il supporto dei contingenti, per le missioni umanitarie, per il supporto sanitario. Giovedi’ scorso, un volo ha portato da Napoli a Milano una paziente affetta dalla nuova influenza. ”Continuare ad assolvere la missione che ci e’ stata assegnata operando sia in Patria che all’estero in favore di chi ha bisogno, e’ il modo migliore per onorare la memoria dei nostri uomini tragicamente scomparsi”, dice il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Daniele Tei. E a conferma che l’attivita’ della 46/a Brigata aerea di Pisa non si ferma, basti dire che domani mattina, come pianificato, proprio un C130J – lo stesso tipo di velivolo di quello precipitato – portera’ medici e attrezzature sanitarie in Mali. Le cause dell’incidente ancora non si conoscono, ma e’ probabile che anche stavolta non mancheranno le polemiche: sull’efficienza de mezzi, sui tagli al bilancio della Difesa. E mentre il generale Stefano Fort, comandante della 46/a aerobrigata, assicura che l’aereo era ”ineccepibile dal punto di vista manutentivo”, Falco Accame, presidente dell’Anavafaf, un’associazione che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle forze armate, chiede di adottare subito ”un primo provvedimento: fermare la linea di volo dei C130J”. Nella base pisana, chi parla si limita a dire che i colleghi morti ”eano compagni di vita”, persone con cui si condividono non solo il lavoro, ma ogni minuto della giornata. Bruno Cavezzana, il comandante del volo, per i militari di stanza a Pisa era ”un mito”: ”Il top che poteva esprimere la brigata”, ricorda il generale Stefano Fort. I due allievi piloti, che, sotto la guida di Cavezzana (lascia un figlio) stavano esercitandosi nella manovra di volo, Gianluca Minichino (in attesa del secondo figlio) e Salvatore Bidello, erano ”due piloti in gamba – dicono i colleghi – con molte ore di volo alle spalle, mica dei neofiti”. Poi ci sono i primi marescialli Maurizio Ton (lascia la moglie e due figli di 20 e 15 anni) e Gianluca Larice, che erano addetti al carico. Tutti attaccati alla loro uniforme, convinti di quello che facevano, solidali con gli altri. Proprio Larice, subito dopo l’attentato del 26 aprile 2006 a Nassiriya, in cui morirono 4 militari italiani, lascio’ questo messaggio su un blog: ”Le piu’ sentite condoglianze alle famiglie dei colleghi… Fatevi forza e sappiate che vi sono vicino e sicuramente parlo anche a nome dei miei colleghi con i quali quotidianamente condivido, in servizio per la Patria, le gioie e le sofferenze del servizio militare di carriera. Un grosso in bocca al lupo!!!”. Numerose, intanto, le manifestazioni di cordoglio. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, chiedendogli di rendersi interprete presso la Forza armata e le famiglie dei caduti dei suoi sentimenti di profondo cordoglio e di affettuosa vicinanza. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha parlato di ”tragedia che rattrista il Paese”, mentre il presidente della camera, Gianfranco Fini, ha espresso il cordoglio della Camera. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inviato alle famiglie le proprie condoglianze ed il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha espresso, anche a nome di tutte le Forze armate, ”profondo cordoglio e sentimenti di vicinanza alle famiglie dei caduti”.

La moglie del Magg. Cavezzana assistita dai militari

Ponsacco (Pisa) – E’ chiusa nel suo dolore Sabrina Martinelli, la moglie del maggiore Bruno Cavezzana. La villetta a schiera in via Quasimodo a Ponsacco (Pisa), una recente zona residenziale, molto tranquilla, dove abita la famiglia e’ sorvegliata da carabinieri e personale dell’aeronautica per non far avvicinare curiosi e giornalisti. ”Cercate di rispettare il dramma della famiglia” sono state le parole dei militari dell’Arma. La coppia abitava in quella casa dal 2005. Lo scorso 5 novembre il pilota aveva compiuto 40 anni. Il prossimo 22 dicembre la moglie, originaria di Mirandola (Modena) compira’ la stessa eta’. Nell’agosto del 2008 era nata Emma, la loro unica figlia. ”E’ una tragedia che non ci sappiamo spiegare – dice una vicina – in questa zona Bruno era molto conosciuto. Sua figlia Emma gioca spesso con la mia bambina e non so trovare le parole per dire come mi sento. Ho sentito la notizia alla radio e ho sperato che non fosse coinvolto Bruno. Poi arrivando a casa ho visto le auto dei carabinieri parcheggiate qui fuori e una vicina mi ha dato la conferma di quanto temuto”. Insieme alla moglie di Cavezzana ci sono alcuni amici, vicini e personale dell’Aeronautica.

Il padre del Maggiore Cavezzana: “non voglio accettare la realtà”

Trieste – ”Non mi sembra vero, vorrei che fosse tutto una cosa inventata, non voglio accettare questa realta”’: sono le prime parole, rotte dal pianto, di Silvano Cavezzana, padre del comandante del 50.mo Gruppo della 46.ma brigata aerea dell’Aeronautica militare, di stanza a Pisa, morto ieri nell’incidente del C-130. ”Sono vent’anni, giusto vent’anni che era all’Aeronautica – ha detto Cavezzana al telefono – L’ha fatto sempre con un entusiasmo da fine del mondo”. Cavezzana aveva da poco compiuto 40 anni. Lascia la moglie e una figlia di 15 mesi. Il maggiore Cavezzana era andato via da Trieste all’eta’ di 20 anni, esattamente vent’anni fa, per arruolarsi nell’Aeronautica. Il padre Silvano, al telefono, ricorda che ”appena finito il liceo scientifico si era arruolato. A giugno aveva finito la scuola, e il gennaio seguente era’ gia’ in Aeronautica”. ”Non so esattamente tutti i posti in cui e’ stato – continua – ma ha girato tutto il mondo. E in vent’anni di carriera e’ riuscito a essere maggiore dell’Aeronautica, istruttore su due aerei. Sono cose rare – dice con orgoglio – incarichi molto rari”. A Silvano Cavezzana il primo allarme, al telefono, e’ arrivato dal comandante dell’aeroporto di Pisa, che pero’ – ha spiegato lo stesso Cavezzana – non aveva ancora la certezza sui nomi dei militari coinvolti. ”Ma quando abbiamo visto i Carabinieri che sono arrivati qui a casa – racconta Cavezzana con la voce rotta dal pianto – abbiamo capito che c’era da poco da confermare. Sono venuti di persona – conclude – a darci questa notizia, ma io non voglio crederci”.

Nel dolore a Treviso la famiglia del Maresciallo Larice

Treviso – Sono chiusi nel dolore nella loro abitazione alla prima periferia di Treviso i familiari di Gianluca Larice. Il sottoufficiale, nato a Mestre, da anni si era trasferito a Treviso, ma la vita militare l’aveva portato prima a Vicenza poi in Germania e quindi a Pisa. A trovare i genitori, a portare probabilmente la tragica notizia agli anziani genitori, si sono recati nel primo pomeriggio gli ufficiali del comando del 51/mo stormo che ha base a Istrana (Treviso), guidati dal comandante, il col. Giandomenico Tarrico. Seppure spesso lontano, il maresciallo Larice era molto conosciuto e apprezzato tra i commilitoni a Istrana. Era considerato una persona molto competente e felice di svolgere il suo lavoro nell’aeronautica militare. Larice aveva ripreso servizio in questi giorni dopo aver trascorso un periodo di ferie proprio a Treviso. Nell’abitazione dell’anziano padre Luciano stanno intanto arrivando amici e altri familiari che si sono uniti nel dolore e nel ricordo del maresciallo. Secondo quanto si e’ appreso, domani l’anziano genitore dovrebbe partire per Pisa.

Il Comandante delle Frecce tricolori: “Cavezzana era un pilota eccezionale”

Trieste – ”Era un pilota eccezionale: ho volato con lui ed era un grandissimo professionista. Era il pilota piu’ esperto di C-130”: lo ha detto, interpellato dall’ANSA, il tenente colonnello Nicola Tammaro, comandante della Pattuglia acrobatica nazionale (PAN) delle Frecce Tricolori. Cavezzana era il comandante del 50.mo Gruppo della 46.ma brigata aerea dell’Aeronautica militare, di stanza a Pisa, e lo scorso 14 settembre ha guidato il C-130 sul quale si trovavano i fotografi che hanno ritratto le Frecce Tricolori, comandate da Tammaro, sul cielo di Roma per il calendario 2010 dell’arma.Aggiungi un commento

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