Aeronautica: militari e civili della base di Decimomannu in “mobilitazione” insieme ai sindaci

base_di_decimomannuRoma, 26 gen – «Venerdì 29 gennaio dalle ore 9 presso il centro sociale in via Aldo Moro del Comune di Decimomannu i sindaci dei Comuni limitrofi hanno organizzato un assemblea/manifestazione a sostegno dei lavoratori della base militare di Decimomannu a rischio chiusura per parlare del futuro di questo importante polo economico».

E’ quanto riferisce in una nota il delegato Cocer Antonsergio Belfiori, che parteciperà – la stessa mattina – ad un incontro tra il personale militare e la rappresentanza di base.

«Anche i militari – dichiara Belfiori – sono preoccupati per il proprio futuro perchè se l’aeroporto dovesse subire ridimensionamenti o addirittura chiudere il rischio di trasferimenti potrebbe diventare una triste realtà».

«Parteciperò da cittadino a questo evento ed invito tutti a farlo, liberi dal servizio e non in uniforme come previsto dalle regole militari. Anche noi siamo cittadini – continua Belfiori – e abbiamo il diritto di partecipare secondo le regole».

«Serve una forte presa di coscienza della società sarda che anche questa volta sta permettendo lo scippo di importanti progetti di sviluppo industriale e tecnologico a vantaggio di altre regioni italiane come Sicilia e Puglia. L’aeroporto militare di Decimomannu non può essere riconvertito ad uso civile perchè la sua vocazione è militare dal oltre 55 anni».

«Chi pensa che la Sardegna possa vivere di solo turismo – sottolinea il delegato Cocer – è un illuso e lo dimostrano gli esigui finanziamenti regionali sul settore turistico. Il presidente della regione Pigliaru apra subito un tavolo con la Difesa, amministratori locali e parti sociali per discutere di un piano di sostenibilità dell’industria della Difesa per i prossimi vent’anni fuori da preconcetti e ideologie che fino ad oggi hanno tenuto la Sardegna ferma a guardare gli altri che si sviluppano e vanno avanti».

«E’ l’unico modo per salvare posti di lavoro e di garantirne eventualmente degli altri – conclude Belfiori».

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