Aeronautica: Cocer, sui militari “surplus di ingiustizia”. Ritorna il movimentismo anni ’70

proletari-in-divisaRoma, 21 mar – «Il delegati del Cocer e dei Coir dell’Aeronautica Militare riuniti a Roma porgono al neo Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti ed ai due Sottosegretari On. Domenico Rossi e Gioacchino Alfano i migliori auguri di buon lavoro».

Dopo questi voti augurali, espressi in una nota, i delegati Cocer e Coir dell’Aeronautica militare vanno dritto al sodo.

«Dal recente discorso sulle linee programmatiche del Ministero – spiegano -, tenuto dal Ministro presso le Commissioni Parlamentari della Difesa, emerge chiaramente la centralità del capitale umano delle Forze Armate, in un settore strategico per la sicurezza e la difesa non solo dei confini ma anche degli interessi complessivi della Nazione. Tale personale cui moltissimo è chiesto quotidianamente, in Patria o in teatro in termini di sacrificio, senso del dovere e silenziosa abnegazione, in tutte le circostanze derivanti sia da compiti propri che da necessità le più variegate, delicate e complesse opera, ancora, dimentico della drammatica condizione economica in cui versa e del programmato esodo di 30.000 uomini da realizzarsi in meno di nove anni in conseguenza del processo di revisione dello Strumento Militare».

«In particolare l’iniquo e ingiusto “doppio” blocco stipendiale che investe da quasi cinque anni tali “Servitori dello Stato”, si riverbera, diversamente da altri settori del Pubblico Impiego, anche su indennità cardine della militarità quali le promozioni e gli assegni per progressioni di anzianità, con inevitabili e ingiusti strascichi anche sul piano pensionistico a causa del mancato avvio della previdenza complementare».

militari-aeronautica-anni-70Militari dell’Aeronautica in corteo di protesta negli anni ’70«Tale surplus di ingiustizia – sottolineano i delegati -, è divenuto ora insopportabile anche alla luce di recenti decisioni giurisdizionali e politiche che hanno estromesso dal blocco alcune categorie di funzionari dello Stato. I delegati “in azzurro” ritengono pertanto doveroso e necessario rappresentare quanto segue:

  • la grave condizione economica patita e subita per un blocco stipendiale iniquo rispetto a tutti gli altri comparti della pubblica amministrazione ha raggiunto livelli tali di insopportabilità che il personale non può tollerare ulteriormente;
  • è giunto pertanto il momento di intervenire con atti e fatti concreti per dare risposta a chi quotidianamente 24h su 24 svolge, in silenzio, il proprio lavoro indossando una divisa per garantire la sicurezza e la difesa del paese abrogando da subito i nefasti effetti derivanti dal blocco delle “specifiche indennità” sopra indicate così come appare indispensabile attivare un immediato confronto sul tema della riduzione del personale conseguente alla revisione delle FF.AA. al fine di garantire “ogni possibile salvaguardia per il personale”».

«Le Rappresentanze Militari di tutti livelli dell’Aeronautica Militare – comunicano i Rappresentanti militari – si incontreranno a breve in sessioni plenarie in cui saranno decise le posizioni da assumere e le azioni da intraprendere nel caso in cui alle parole del Ministro non dovessero seguire fatti concreti sul riconoscimento non solo formale ma sostanziale della cd specificità dei lavoratori del comparto sicurezza-difesa che ad oggi pare una mera petizione di principio o meglio una aperta presa in giro».

«Con serenità, nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi – conclude la nota -, ma con assoluta fermezza si partecipa che tali azioni, anche in considerazione dell’altissimo livello di insofferenza e criticità raggiunta, non escludono un ritorno al movimentismo degli anni ’70 ed a manifestazioni nelle piazze, ovvero qualsiasi azione ritenuta utile ed idonea ad ottenere, ora come allora, diritti rappresentativi e salvaguardia economica».

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