Vicenza, incendio in carcere. SAPPE: “Eroici i poliziotti penitenziari”

incendio-carcereVicenza, 2 apr – «L’incendio di questa mattina nel carcere di Vicenza è stato un drammatico evento che poteva avere ben più gravi conseguenza. Per fortuna, e grazie alla professionalità, al sangue freddo ed al senso del dovere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere vicentino le conseguenze pur significative sono state contenute. Va quindi a tutto il Reparto di Polizia Penitenziaria di Vicenza il nostro plauso ed il nostro più vivo apprezzamento per come è stato gestito l’evento critico».

E’ il commento di Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), all’incendio provocato questa mattina da un detenuto straniero nel carcere di Vicenza.

«Il grave episodio di Vicenza deve servire da spunto per una immediata verifica della salubrità dei luoghi di lavoro nei quali sono impiegati gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Esistono ad esempio nuclei centrali e territoriali di vigilanza, VISAG, che non vigilano. La sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro nelle carceri è un optional: esistono (ma non dappertutto!) le figure professionali previste dalla specifica normativa ma poi non le si mettono in condizione di operare perché mancano la formazione e l’aggiornamento professionale. In più occasioni abbiamo chiesto all’Amministrazione Penitenziaria di disporre un monitoraggio a livello nazionale finalizzato ad accertare se i rappresentanti della sicurezza presenti negli istituti penitenziari fossero effettivamente in possesso dei requisiti per l’esercizio del mandato perché è obbligo del datore di lavoro la formazione dei lavoratori, dei loro rappresentanti e dei responsabili ed addetti al servizio di prevenzione e protezione nonché degli incaricati delle attività di prevenzione ed incendi. La risposta è stata una annunciata sensibilizzazione dei provveditori regionali, che a loro volta forse hanno sensibilizzato i direttori delle carceri, ma corsi di formazione non se ne sono visti! La realtà è che l’Amministrazione Penitenziaria continua a vivere in una dimensione virtuale rispetto alle reali criticità delle carceri e invece di promuoverne la salubrità pensa a introdurre la vigilanza dinamica dei poliziotti (ossia un agente in più posti di servizio) e patti di responsabilità con i detenuti, a tutto discapito della sicurezza dei nostri penitenziari, di chi ci lavora e di chi ci vive. Per questo manifesteremo giovedì mattina a Roma: perché non si può pensare agli eroici poliziotti penitenziari solamente a tragedie avvenute (ma, per fortuna, sventate)».

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