Torino, detenuta aggredisce poliziotta penitenziaria in carcere

polizia-penitenziariaRoma, 6 ago – «La notizia di una nuova aggressione di una poliziotta nel carcere di Torino da parte di una detenuta recidiva in analoghi atti violenti è sintomatica della tensione che si registra nelle carceri italiane. Credo che l’Amministrazione Penitenziaria non dovrebbe sottovalutare queste criticità in danno dei Baschi Azzurri ma piuttosto fare qualcosa di concreto».

Lo dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione all’ennesima aggressione di una poliziotta nel carcere di Torino.

«I nostri Agenti, a Torino, pagano ancora una volta in prima persona le tensioni che si registrano nelle carceri. Parliamo di una realtà caratterizzata da un pesante e costante sovraffollamento penitenziario, che aggrava le già pesanti condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria. A fronte di 1.092 posti regolamentari, sono infatti presenti oltre 1.550 detenuti (per più del 50% stranieri) mentre oltre 300 sono gli agenti di Polizia Penitenziaria che mancano dagli organici del Reparto. La grave aggressione alla collega, cui rivolgiamo un pensiero di sincero affetto e vicinanza, non deve passare inosservato perché la dimostrazione concreta della realtà quotidiana della nostra professione di Baschi Azzurri è rappresentare ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità. Si pensi che nel solo 2010 nel carcere di Torino si sono verificati 119 episodi di autolesionismo, 4 decessi per cause naturali, 25 tentati suicidi, 30 episodi di ferimenti, 131 scioperi della fame, 164 proteste violente con danneggiamenti di beni dell’Amministrazione penitenziaria, 184 rifiuti di vitto e terapie sanitarie. Questo dovrebbe indurre gli Uffici centrali dell’Amministrazione penitenziaria di Roma all’urgente invio di nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria a Torino e nel Piemonte, non solo limitarsi a registrare gli eventi critici che si verificano purtroppo nelle nostre carceri».

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