Tagli al DAP: Sarno (UIL), «La Cancellieri faccia la spending review nel suo staff»

polizia-pen-scortaRoma, 11 feb – «Domani alle ore 12.00 le OO.SS. rappresentative del personale del Ministero della Giustizia (polizia penitenziaria inclusa) sono state convocate dal Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia in relazione ad una bozza di riorganizzazione del Ministero di Via Arenula che prevede, tra l’ altro, l’abolizione di 6 sedi di dirigenza generale al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Le sedi “tagliate”, si rileva dalla bozza, sono la Direzione Generale del Bilancio (che sarà accorpata alla Direzione Generale di Beni e Servizi); l’Istituto Superiore di Studi Penitenziari (accorpato alla D.G. del personale); il Provveditorato Regionale dell’Umbria che andrebbe ad accorparsi con quello del Lazio; il Provveditorato Regionale delle Marche (accorpato a quello dell’Abruzzo e Molise); il Provveditorato Regionale della Basilicata accorpato a quello della Calabria; e del provveditorato Regionale della Liguria che dovrebbe accorparsi a quello del Piemonte».

Ne da’ notizia Eugenio SARNO, Segretario Generale della UILPA Penitenziari.

«Domani – spiega Sarno – ci presenteremo a Via Arenula determinati a chiedere lumi su un progetto che non riorganizza ma destruttura un sistema, quello penitenziario, già in forte difficoltà. Ci sembrava di aver capito dalla parole del premier Letta, del Ministro Cancellieri e dalle sollecitazioni del Presidente Napolitano che l’Amministrazione Penitenziaria andasse accompagnata nello sforzo di raggiungere standard sostenibili di civiltà, dignità e legalità in materia di detenzione e di lavoro penitenziario».

«Ci troviamo, invece, questa bozza di riorganizzazione del Ministero che amputa articolazioni vitali, quali sono i Provveditorati Regionali, necessari ed indispensabili acchè le nuove dinamiche di gestione della detenzione, fornite dallo stesso Ministro, possano trovare efficiente e pronta applicazione ed esecuzione. Tra l’altro anche gli accorpamenti indicati sono indice di un progetto confusionario redatto da incompetenti in materia penitenziaria. Solo burocrati incompetenti, infatti, possono pensare di accorpare la Liguria al Piemonte senza tener conto delle distanze, del numero delle sedi e della specificità delle stesse. Analogamente vale per l’accorpamento proposto tra Basilicata e Calabria».

«Abbiamo la sensazione – continua Sarno – che al Ministro Cancellieri, al di la dei formalismi e delle apparenze, stiano davvero poco a cuore le sorti del sistema penitenziario italiano. Altrimenti non si spiegherebbe il mancato raggiungimento, nella legge stabilità, delle 500 assunzioni straordinarie per la Polizia Penitenziaria e la volontà di amputare articolazioni vitali del DAP nonostante il suo omologo dell’Interno, alla faccia della spending review, proponga la nomina di 22 nuovi Prefetti. Questa distrazione della Cancellieri rischia di essere esiziale e di vanificare ogni sforzo, questo sì, di riorganizzazione del sistema detentivo. La sorpresa e l’amarezza verso la bozza riorganizzativa del Ministero elaborata in nome del risparmio di spesa è ampliata dalle notizie che trapelano sul fantomatico piano carceri (mai inoltrato o illustrato alla OO.SS.). Leggere di consulenze d’oro e di pianificazioni di spese edilizie non conformi alle necessità non possono non richiamare i nostri dubbi e le nostre perplessità quando l’allora Ministro degli Interni del Governo Monti (Cancellieri) scippò letteralmente le competenze del piano carceri al DAP e all’allora Capo, Ionta».

«Noi riteniamo che la Cancellieri debba spiegare presto e bene le finalità del piano carceri e – conclude polemicamente il segretario della UILPA Penitenziari – se intende avvalersi della gratuita competenza del personale penitenziario che è in grado di fornire utili indicazioni di come spendere efficientemente i fondi destinati all’edilizia penitenziaria . Ovviamente nella riunione di domani non potremo non riformulare la richiesta che il piano carceri rientri nelle specifiche e dirette competenze del DAP. Questa ennesima contraddizione del Guardasigilli ci porta a chiedere al premier Letta di valutare con attenzione la compatibilità del Prefetto Cancellieri con l’incarico di Ministro della Giustizia e se non sia il caso di assicurare un netto di cambio di passo a Via Arenula per garantire al Paese un sistema penitenziario più efficiente ed un Ministro che di quell’efficienza ne facci al pietra miliare del proprio impegno».

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