SAPPE, CARCERI: SITUAZIONE PENITENZIARIA VERSO IL TRACOLLO. APPELLO A NAPOLITANO

logo_sappe298Roma, 6 set – “Presidente Napolitano, la Carta costituzionale prevede che ‘le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’. Ma non è accettabile che nelle ultime settimane decine e decine di Agenti di Polizia penitenziaria siano stati aggrediti da detenuti nelle celle sovraffollate delle carceri di Bologna, San Gimignano, Ravenna, Como, Nisida, Saluzzo, Roma Rebibbia, Cuneo, Rossano e molte altre ancora. La situazione penitenziaria è ogni giorno di più sempre più critica e ciò nonostante registriamo l’indifferenza di Governo, Ministero della Giustizia ed Amministrazione penitenziaria. Ci rivolgiamo allora a Lei, Signor Capo della Stato, auspicando che un Suo autorevole intervento possa finalmente fare da sprone a questa diffusa indifferenza alle criticità carcerarie del Paese, con 64mila detenuti presenti a fronte di 43mila posti letto e con ben 5mila agenti di Polizia penitenziaria in meno rispetto ai previsti organici del Corpo.”

E’ l’appello odierno di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione di Categoria, al Capo dello Stato Giorgio Napolitano in relazione alla situazione penitenziaria italiana.

“Ogni giorno ci sono aggressioni ad agenti, risse, momenti di tensione e ogni giorno registriamo il colpevole silenzio dell’Amministrazione penitenziaria. Sono sintomatiche del diffuso malessere degli Agenti anche le molte conflittualità tra Sindacati, Provveditori regionali penitenziari e Direzioni – come in atto ad esempio in Umbria, Toscana, Basilicata. Sono giorni, settimane, mesi che ripetiamo che la situazione penitenziaria del Paese, a causa del costante sovraffollamento, è ogni giorno sempre più critica, soprattutto per gli Agenti che in carcere lavorano nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore su 24. Agenti ai quali Lei stesso ha rivolto un significativo e gradito messaggio in occasione della Festa nazionale della Polizia penitenziaria lo scorso giugno. Ma nonostante ciò non vediamo alcun segnale concreto di cambiamento. Il Ministro della Giustizia Alfano non incontra più i Sindacati della Polizia penitenziaria da molti mesi, nonostante l’impegno a confronti mensili. Noi allora ci rivolgiamo sommessamente a Lei. La preghiamo di richiamare il Governo Berlusconi e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano a porre l’emergenza penitenziaria tra le priorità di intervento dell’Esecutivo. Servono risposte certe e rapide. Servono provvedimenti deflattivi che potenzino il ricorso alle misure alternative alla detenzioni con contestuale impiego nei lavori socialmente utili dei detenuti con pene brevi. Servono assunzioni per un Corpo di Polizia carente di ben 5mila unità. E servono provvedimenti veramente punitivi per i detenuti che in carcere aggrediscono gli agenti o provocano risse: mi riferisco alla necessità di introdurre un efficace isolamento giudiziario ed una esclusione dalle attività in comune che punisca i comportamenti violenti.”

Capece ricorda infine che “nei giorni scorsi, dopo il Ferragosto in carcere di molti politici, come Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, proponemmo un termine di cento giorni entro i quali trovare soluzioni politiche e amministrative per evitare il tracollo del sistema penitenziario italiano. Termine ultimo entro il quale ci auspichiamo sarà raggiunto un accordo bipartisan dopo discussioni serie, responsabili, a costo di non rivolgere lo sguardo ad immediati consensi elettorali, certi che solo l’onestà politica ed intellettuale possa essere l’unica arma contro l’omicidio che si sta perpetrando nei confronti del Corpo di Polizia Penitenziaria. I giorni passano, ma ancora non vediamo nulla all’orizzonte”.

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