SAPPE, Capece: Polizia penitenziaria è Istituzione sana. Magistratura faccia luce a Teramo

logo_sappe298“Fermo restando che è la Carta costituzionale a sancire che la responsabilità penale è personale, è dovere della Magistratura (alla quale rinnoviamo la nostra totale fiducia) accertare eventuali comportamenti contrari alle leggi. Senza ombra di dubbio alcuna, si pone al di fuori della legittimità e deve essere penalmente e disciplinarmente punito chi eventualmente pone in essere atti violenti nei confronti di detenuti. E questo a tutela dell’onorabilità dell’Istituzione penitenziaria, del  Corpo di Polizia e dei suoi appartenenti che svolgono ogni giorno un lavoro  duro e difficile con alta professionalità e non comune senso del dovere.”

E’ quanto dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, alla notizia che la Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un fascicolo d’indagine sul caso del presunto pestaggio di un detenuto rinchiuso nel carcere di Castrogno.

“Chiediamo noi per primi, ai magistrati che hanno disposto l’acquisizione dei supporti magnetici su cui sarebbe stato registrato il colloquio tra alcune persone che raccontavano il presunto pestaggio di un detenuto nel carcere di Teramo, di identificarle e di accertare se sono stati o meno posti in essere comportamenti contrari alla legge. E’ però necessario e doveroso ribadire ancora una volta che il Corpo di Polizia penitenziaria è una Istituzione sana, composta da uomini e donne che con alto senso del dovere, spirito di sacrificio e grande professionalità sono quotidianamente impegnati nella prima linea della difficile realtà penitenziaria, nelle sezioni detentive e nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti in primis. Lo fanno osservando diligentemente le Leggi dello Stato – e non potrebbe essere altrimenti! – ed è quindi nostro dovere difendere l’onorabilità della Polizia penitenziaria da inaccettabili strumentalizzazioni che rigettiamo in toto.”

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