Pubblico impiego: sciopero generale. Polizia penitenziaria in stato di agitazione

polizia-penitenziariaRoma, 27 ott – «Aderendo idealmente allo sciopero generale del pubblico impiego, indetto per domani  dalla UIL, e  condividendone totalmente le motivazioni la Segreteria Generale della UILPA Penitenziari ha deciso lo stato di agitazione del personale di Polizia Penitenziaria, a cui per Legge è fatto divieto di scioperare».

A dichiararlo è il Segretario Generale della UIL Penitenziari Eugenio SARNO, che aggiunge: «I lavoratori dell’amministrazione penitenziaria del comparto ministeri hanno già comunicato una massiccia adesione allo sciopero generale, i baschi blu della Polizia Penitenziaria invece non possono che sostenere idealmente lo sciopero. Molte delle motivazioni che hanno portato la UIL allo sciopero generale, – sottolinea Eugenio SARNO  – sono comuni sia al comparto ministeri che al comparto sicurezza. Basti pensare al blocco dei contratti e al congelamento degli effetti economici per promozioni ed avanzamento di grado. Su tutto, però, condividiamo le critiche rivolte al Governo per l’insensata politica dei tagli orizzontali ai finanziamenti delle pubbliche amministrazioni».

E proprio la grave situazione economica che si riverbera nelle carceri italiane è ulteriore motivo di preoccupazione per la UIL Penitenziari. «Abbiamo da tempo – ricorda il Segretario Generale UILPA Penitenziari – lanciato l’allarme sulla grave situazione debitoria dell’amministrazione penitenziaria. Non è solo una questione di indennità non corrisposte al personale, che pure deve trovare soluzione. Si tratta, piuttosto, di garantire l’ordinaria amministrazione e la piena funzionalità degli istituti penitenziari. Recentemente si è già dovuto procedere alla sospensione del servizio traduzioni per mancanza di fondi atti a garantire il pieno negli automezzi, da ieri in Toscana (per ammissione della stessa amministrazione) non si potrà garantire il riscaldamento degli ambienti detentivi. Tra qualche giorno, inoltre, si esauriranno i fondi per il pagamento delle varie utenze (acqua, luce, gas, ecc…) e sinanche i fondi per garantire il vitto ai detenuti. In questa drammatica situazione – conclude Eugenio SARNO – l’unica certezza è l’immobilismo del Governo e del Parlamento sul fronte penitenziario. Una ragione in più per essere in piazza domani».

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