Pozzuoli: Ucciso Agente penitenziario

uil_penitenziariSARNO: “Con l’omicidio di Pozzuoli si chiude una settimana funesta”. Roma, 26 feb – “Con l’omicidio del collega Marco Mazzocchi in servizio alla Casa Circondariale di Pozzuoli si chiude una settimana funesta per l’intero sistema penitenziario.
Nelle more dei dovuti accertamenti per capire il movente dell’omicidio affidiamo alla famiglia tutta la nostra vicinanza e solidarietà per questa tragedia che tocca tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria . Ricordiamo Mazzocchi come una persona equilibrata, sobria e professionalmente inappuntabile. Era preposto alle mansioni di portinaio presso la Casa Circondariale di Pozzuoli. Auspichiamo che si faccia quanto prima luce su questo omicidio che ci scuote e ci addolora.”

Eugenio SARNO , Segretario Generale della UIL PA Penitenziari commenta con costernazione e incredulità  la notizia dell’omicidio di un agente penitenziario avvenuto a Varcaturo, nel napoletano.

“Un collega morto ammazzato, cinque detenuti morti per suicidio ( Roma, Brescia, Fermo, Padova e Vibo Valentia), tre tentati suicidi (due a Perugia il 24 febbraio ed uno a Siracusa eri ), sei agenti penitenziari  feriti (cinque a Padova il 19 febbraio e uno a Piacenza il 22 febbraio), un medico penitenziario  aggredito e ferito il 20 febbraio a Bari sono il consuntivo di una settimana  violenta  per il sistema penitenziario italiano. Questi episodi, che seguono ad un periodo di relativa calma,  sono campanelli di allarme che non possono e non debbono essere sottovalutati da nessuno. Il Governo e il Parlamento dopo la discussione alla Camera  dei Deputati sullo stato delle carceri con relativa approvazione di mozioni specifiche, hanno il dovere di legiferare in tal senso. DEBBONO FARLO ,presto e bene.  Corriamo a passo spedito verso quota 67mila detenuti a fronte di una ricettività massima di 43mila posti, non è possibile stare fermi in attesa della completa deflagrazione del sistema“

Con queste preoccupate parole  il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari intervenendo al 3° Congresso Nazionale della UIL Pubblica Amministrazione,in corso a Chianciano,  ha illustrato la grave situazione che investe l’universo penitenziario
“ Abbiamo condiviso ed apprezzato l’orientamento del Ministro Alfano ad accelerare sulle norme accompagnatorie al piano carceri, utili al deflazionamento delle presenze. Intelligentemente si è capito che, per arginare il dramma penitenziario, occorre agire – sottolinea  SARNO –  con doppia velocità. Da un lato attraverso quelle soluzioni normative ( detenzione domiciliare ed affidamento in prova) che consentono   in tempi brevi di riportare a livelli accettabili il sovrappopolamento, dall’altro a medio lungo termine con una politica di investimenti in materia di edilizia penitenziaria,  finalizzata non solo all’edificazione quant’anche al recupero e alla ristrutturazione dei tanti penitenziari vetusti, obsoleti e degradati. E’ persino inutile ribadire che una delle priorità assolute è , e resta,  il necessario incremento degli organici del personale penitenziario. Le annunciate  duemila assunzioni in polizia penitenziaria e il completamento degli organici del personale addetto alle aree psico-pedagogiche sono un assoluto bisogno di cui non si può fare a meno”

Eugenio SARNO ha anche sottolineato la necessità di una nuova Amministrazione Penitenziaria

“L’impegno e i buoni propositi del Ministro Alfano e del Capo del DAP Ionta rischiano di naufragare sullo scoglio della cronica inefficienza dell’Amministrazione Penitenziaria che da almeno vent’anni è sostanzialmente ferma e paralizzata. Affogata nell’autoreferenzialità dei propri vertici,  che non cambiano mai. Sarebbe ora – avverte il Segretario della UIL PA Penitenziari – che anche al DAP trovino affermazione i principi della competenza, dell’efficienza e della meritocrazia. Troppe carriere si sono sviluppate unicamente in ragione dell’appartenenza alle cordate di potere. La situazione attuale, ai limiti dell’implosione,  impone di pensare alle soluzioni possibili e non alle carriere future. Per questo è necessario innovare e rinnovare l’Amministrazione Penitenziaria,  perché l’efficienza non sia solo più  una chimera”.

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