Polizia penitenziaria: agenti anticipano di tasca propria le spese di missione, ora mettono in mora il ministero

polizia-penitenziaria298Roma, 25 mag – Un credito di quasi 200mila euro per 50 unità di Polizia Penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Secondigliano addette al trasporto dei detenuti, che hanno dato al primo Sindacato dei Baschi Azzurri, il SAPPE, di intraprendere un’azione giudiziaria contro l’Amministrazione Penitenziaria. «I nostri colleghi di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Secondigliano – spiegano Donato Capece ed Emilio Fattorello, Segretario Generale e Segretario Nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE – sono solamente i primi ad averci dato mandato di predisporre degli atti ingiuntivi di messa in mora del Ministero della Giustizia per l’immediato recupero del credito loro spettante per le spese anticipate nei servizi di missione svolti nel 2010. Stiamo parlando di una cifra che si aggira, per 50 unità, a poco meno di 200mila euro e che sarà destinata ad aumentare notevolmente visto che già ci hanno contattato altri colleghi dei Nuclei Traduzioni di Avellino, Salerno e Benevento. Questi colleghi hanno girato tutta l’Italia per trasportare i detenuti e sono stati costretti a pagare di tasca proprio le spese dei viaggi. Ora pretendono, giustamente, il rimborso dei loro soldi».

«Questa iniziativa – sottolineano i due sindacalisti dei Baschi Azzurri – deve fare seriamente riflettere anche sulle difficoltà operative con cui si confrontano quotidianamente le unità di Polizia Penitenziaria in servizio nei Nuclei Traduzioni e Piantonamenti dei penitenziari: agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, con straordinari e missioni non pagate, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese e con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi. In queste condizioni non si può certo lavorare nelle migliore condizioni ma lo si fa con la forza dello spirito di appartenenza e ricorrendo sistematicamente al proprio portafoglio. Ed è ora, giustamente, che il Ministero della Giustizia faccia fronte a questo credito degli Agenti».

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