Genova: agenti di Polizia Penitenziaria aggrediti da un detenuto

polizia_penitenziaria01gRoma, 3 mag – “E’ gravissimo quanto avvenuto questa mattina all’interno delle aule giudiziarie del Tribunale di Genova: alcune unità di Polizia Penitenziaria addette al Servizio delle Traduzioni dei detenuti del carcere genovese di Marassi sono state aggredite
con violenza da un carcerato italiano che ha dato improvvisamente in escandescenza. Questi, peraltro, era coinvolto in una udienza riguardante l’aggressione ad un altro detenuto – che finì addirittura in coma – avvenuta due anni fa. L’aggressione, proditoria e particolarmente violenta perché posta in essere – oltre che con calci e pugni – anche con l’ausilio delle manette che il detenuto cingeva ai polsi, mette drammaticamente in evidenza le gravi condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari del Nucleo traduzioni  di Genova. Stiamo parlando di poco più di 40 unità che devono assicurare gli accompagnamenti e le traduzioni dei quasi mille detenuti presenti nei due carceri genovesi di Marassi e Pontedecimo. Questi nostri Agenti lavorano sistematicamente sotto scorta per le gravissime carenze di Personale che contano tra Marassi e Pontedecimo: parliamo di oltre 210 agenti in meno rispetto agli organici previsti che devono fare fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti, aggravati da una popolazione detenuta ogni giorno sempre più in crescita esponenziale. Ma così non si può più andare avanti!”.

E’ il commento di Roberto MARTINELLI, segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, e di Domenico TARANTINO, segretario SAPPE di Marassi, su quanto avvenuto oggi al palazzo di Giustizia di Genova.

“Tre nostri agenti – ai quali va la nostra piena ed affettuosa solidarietà – sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari presso un ospedale cittadino, ma è ovvio che in queste condizioni non si può andare avanti” aggiungono i due sindacalisti del SAPPE. “Le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria ed il pesante sovraffollamento carcerario condizionano irrimediabilmente i livelli di sicurezza dei servizi delle traduzioni dei detenuti, riducendoli al minimo dei minimi. Il nostro Personale è encomiabile perché garantisce ogni giorno, nei servizi interni al carcere ed in quelli svolti all’esterno – come, appunto, le traduzioni presso le aule di giustizia o in altri carceri ed i piantonamenti negli ospedali cittadini – un servizio eccellente e sicuro nonostante le mille criticità e problematiche che esistono. Ma non si può continuare ad andare avanti così. Servono tutele e garanzie. E servono, soprattutto, assegnazioni straordinarie di nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria per coprire le carenze organiche delle Case circondariali genovesi di Marassi e Pontedecimo, oltre a periodici e regolari provvedimenti dipartimentali di sfollamento dei detenuti dalle due strutture genovesi quando si supera la capienza regolamentare”.

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