Droga in carcere: Genova Marassi, polizia penitenziaria scopre “protesi dentaria” fatta di cannabis

marassiGenova, 5 gen – “E’ solo grazie alla professionalità, alle capacità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio ieri sera nel carcere di Genova Marassi che è stato scoperto l’abile stratagemma con cui un arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente di nazionalità italiana ha tentato di introdurre droga nel carcere della Valbisagno. Nel corso della perquisizione di primo ingresso, eseguita con scrupolo ed attenzione dai nostri Baschi Azzurri, è stata infatti rinvenuta della sostanza stupefacente abilmente occultata in bocca in sostituzione di alcuni denti mancanti. Gli hanno trovato, insomma, una protesi dentaria fatta di cannabis! Bravissimi i nostri Agenti, dunque, ai quali esprimo il plauso mio personale e del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo del Corpo, tanto più se si considera che nonostante le gravi carenze di organico ed il grave sovraffollamento a Marassi il nostro Personale di Polizia Penitenziaria svolge quotidianamente il duro e difficile lavoro con professionalità, competenza, scrupolo e soprattutto attenzione, come dimostrano gli esiti dell’intervento di ieri sera.”

E’ quanto dichiara Roberto MARTINELLI, segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione dei Baschi Azzurri, a commento di quanto avvenuto ieri sera nel carcere genovese di Marassi.

“Nel carcere di Marassi è particolarmente grave la situazione relativa alle carenze organiche del Personale di Polizia Penitenziaria: mancano in organico ben 165 unità. La struttura è sovraffollata all’eccesso: 456 sono i posti letto regolamentari ma le presenze dei detenuti si attestano a quota 720 (oltre il 55% gli stranieri presenti). Più di 300 sono i detenuti tossicodipendenti: si tenga conto che nelle carceri italiane il 25% circa dei detenuti è tossicodipendente ma in Liguria questa percentuale sale addirittura ad oltre il 39%, la più alta in Italia. E’ dunque opportuno agire sul piano del recupero sociale per i detenuti tossicodipendenti, ma è altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilità che all’interno del carcere entri la droga. Spesso, come ad esempio è avvenuto ieri sera a Marassi, è la professionalità della Polizia Penitenziaria a consentire di individuare i responsabili e di denunciarli all’autorità giudiziaria, ma ciò non è sufficiente. Noi rinnoviamo l’invito ai vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione penitenziaria a istituire in Liguria, in analogia a quanto già avviene in altre Regioni, un distaccamento di unità cinofile del Corpo di Polizia Penitenziaria per contrastare ancor più efficacemente ingressi illeciti di droga nei penitenziari.”

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