Detenuti al lavoro nelle aree archeologiche romane. Apprezzamento del SAPPE: “Estendere impiego carcerati in progetti per il recupero ambientale in tutto il Paese”

carceri-detenuti-lavoroRoma, 3 ago – “E’ certamente positivo il progetto di recupero del patrimonio ambientale della città di Roma svolto attraverso l’impiego di detenuti degli istituti penitenziari della Capitale. In questo contesto, esprimo l’apprezzamento del primo Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, il SAPPE, per l’impiego di detenuti (ammessi al lavoro all’esterno ex art. 21 O.P. ovvero in regime di semilibertà) utilizzati per la manutenzione ordinaria e pulizia delle Aree Archeologiche di Roma  fino al 31 dicembre prossimo. In questo modo, chi ha commesso un crimine e un reato ripaga concretamente la società del danno procurato, tanto più che la rieducazione dei detenuti passa principalmente attraverso il lavoro. Ma dovrebbero essere tutti i detenuti a lavorare durante la detenzione, non solo poche unità.”

E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, al Protocollo d’Intesa siglato oggi tra Comune di Roma e Dap alla presenza del Capo del Dap Franco Ionta, del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e del sovraintendente ai beni culturali Umberto Broccoli

Capece si spinge oltre: “Bisognerebbe impiegare in tutte le Regioni e provincie d’Italia i detenuti in progetti per  il recupero del nostro patrimonio ambientale, la pulizia dei greti dei fiumi e dei torrenti e delle molte spiagge del nostro meraviglioso Paese. Non a caso l’attivazione sul territorio nazionale di iniziative inerenti la promozione del lavoro è diventato obiettivo primario che l’Amministrazione Penitenziaria persegue al fine del coinvolgimento consapevole e responsabile dei soggetti in espiazione di pena in attività lavorative volte all’integrazione e al reinserimento nella comunità sociale. Tutto questo – conclude Capece  – nella convinzione che il lavoro è uno degli elementi determinanti su cui fondare percorsi di inclusione sociale non aleatori. Impiegare in detenuti in progetti di recupero del patrimonio ambientale e in lavori di pubblica utilità è una delle richieste ‘storiche’ del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, motivata dalla necessità concreta di dare davvero un senso alla pena detentiva. I detenuti hanno prodotto danni alla società con i loro crimini e reati? Bene, la ripaghino concretamente, imparando anche un mestiere che potrebbe essere loro utile una volta tornati in libertà. “

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