Carceri, SAPPE: dopo proteste dei detenuti appello ad Alfano

proteste-detenutiRoma, 22 nov – “Non è certo un segnale positivo quanto è avvenuto la notte scorsa nel carcere genovese di Marassi e questa notte in quello di Lucca, dove ci sono state alcune pacifiche proteste da parte di alcuni detenuti per il crescente sovraffollamento. L’insofferenza dei detenuti verso il crescente sovraffollamento è un segnale negativo, che ricade principalmente sulle già gravose, pericolose e stressanti condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che lavorano con grande professionalità e alto senso del dovere a contatto con i detenuti e nella prima linea delle sezioni detentive 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Mi auguro che il Governo adotti con urgenza provvedimenti concreti per il sistema penitenziario nazionale.”
E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, in relazione alle recenti proteste avvenute nei penitenziari di Genova Marassi e Lucca nei giorni scorsi.
“Quelli di Genova Marassi e Lucca sono penitenziari con molte criticità, nonostante l’encomiabile lavoro che ogni giorno svolge il Personale di Polizia penitenziaria. Lucca, con una capienza regolamentare di 82 posti, ospita più di 200 detenuti e Marassi, con 430 posti letto, ne ha 780. A Lucca, poi, mancano 40 agenti rispetto all’organico previsto ed a Marassi ben 165! E’ ovvio che in questo contesto di sovraffollamento, qualsiasi cosa può essere foriero di problemi, soprattutto di sicurezza per chi nelle sezioni detentive lavora come i poliziotti penitenziari.”
Il SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione di Categoria, rivolge dunque al Ministro della Giustizia Angelino ALFANO l’auspicio che incontri quanto prima il SAPPE e le altre Organizzazioni sindacali del Corpo per recepire alcune osservazioni e proposte da inserire possibilmente nella stesura finale dell’annunciato Piano Carceri, il cui esame è dato per imminente in Consiglio dei Ministri.
“La situazione penitenziaria è ogni giorno sempre più incandescente, con quasi 66mila detenuti presenti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria sono costretti a  turni di servizio molto pesanti in termini di stress e di sicurezza. Diciamo allora al Ministro Alfano, che sappiamo molto sensibile anche sulla situazione penitenziaria: incontriamoci al più presto, insieme possiamo trovare soluzioni condivise per alleggerire il sistema. Noi rinnoviamo il nostro parere assolutamente positivo in merito all’eventuale utilizzo delle procedure edilizie straordinarie ed alla necessità dell’assunzione, sempre con procedure di urgenza, di 5.000 unità di Polizia Penitenziaria.  Alla luce delle recentissime dichiarazioni del Guardasigilli, siamo altrettanto favorevoli alla realizzazione di un circuito penitenziario differenziato di Carceri Leggere destinate esclusivamente a soggetti arrestati provenienti dalla libertà, anche impiegando le strutture destinate ai Centri di identificazione ed espulsione (CIE) ma non ancora operative. Un circuito penitenziario di questo tipo è certamente utile, soprattutto nelle grandi città, per fronteggiare il fenomeno delle Sliding doors per effetto del quale un elevato numero di persone entra ed esce dagli istituti penitenziari nel breve periodo di due o tre giorni. Il SAPPE propone al Ministro ALFANO di promuovere un attento ed accurato monitoraggio di tutte le strutture penitenziarie esistenti sul territorio nazionale al fine di accertare le possibilità di recupero di ulteriori spazi detentivi, già esistenti, da riconvertire e/o da realizzare all’interno delle stesse strutture dell’amministrazione”.
“Nella stessa direzione di recupero delle strutture” conclude Capece “proponiamo anche di valutare la possibilità di riutilizzare le strutture a custodia attenuata costruite all’indomani del D.Lgs 309/90 (cd. Jervolino-Vassalli) e utilizzate dall’amministrazione penitenziaria agli inizi degli anni novanta per essere dismesse pochi anni dopo. Vanno rivalutate attentamente, ad avviso del SAPPE, anche le misure alternative alla detenzione, alle quali si ricorre sempre in minore misura, soprattutto per i reati di scarso allarme sociale. Stesso dicasi per l’utilizzo del braccialetto elettronico, troppo precipitosamente accantonato in Italia, nonostante abbia dato e continui a dare, ottimi risultati negli altri Stati europei. Sarebbe, infine, opportuno un ragionamento sulla depenalizzazione di alcuni reati minori, per i quali, forse, sarebbe possibile applicare sanzioni amministrative e/o pecuniarie in luogo della detenzione. Come si vede, spunti di riflessione il primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia penitenziaria ne ha diversi. Ora ci auguriamo che il Ministro della Giustizia Angelino Alfano raccolga il nostro invito ad incontrarci quanto prima”.

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