Carceri, violenta aggressione ad una poliziotta di Pisa. SAPPE al governo: urgenti provvedimenti

carcere_0Roma, 10 set – “A poche settimane dalle violente colluttazioni contro poliziotti nelle carceri di Orvieto, Saluzzo, Pisa, Tolmezzo, Bologna, Rimini e Rossano un’altra detenuta straniera ha aggredito sabato una poliziotta in servizio nel carcere di Pisa. La collega, cui va la nostra piena solidarietà, è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari. Mentre gli passava un piatto tramite lo spioncino del cancello, la detenuta ha afferrato e l’ha graffiata alle braccia e al petto.Questa ennesima aggressione ci preoccupa. La carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di educatori, di psicologi e di Personale medico specializzato, il pesante sovraffollamento dei carceri italiani (oltre 66mila detenuti in carceri che ne potrebbero ospitare 43mila,con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite tenuto anche conto che più del 40% di chi è detenuto è in attesa di un giudizio definitivo) sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi. Spesso, come a Pisa, il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Le tensioni in carcere crescono non più di giorno in giorno, ma di ora in ora: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli Agenti e alle strutture ed impedire l’implosione del sistema”.

E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, in relazione a quanto avvenuto qualche giorno fa nel carcere di Pisa.

“La situazione è ben oltre il limite della tolleranza ed il cambio di direttore a Pisa non ha stemperato affatto le tensioni interne al carcere – prosegue Capece – lo dimostra chiaramente l’inquietante regolarità con cui avvengono episodi di tensione ed eventi critici nelle sovraffollate prigioni italiane, a tutto discapito dell’operatività e della sicurezza dei Baschi Azzurri”.

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