Carceri, Vercelli: sventato un tentativo di fuga da istituto sovraffollato

vercelliVercelli, 2 set – “Ancora una volta è solo grazie alla professionalità, alle capacità ed all’attenzione del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nelle carceri italiane che è stato sventato un clamoroso tentativo di evasione. A Vercelli questo pomeriggio è stata infatti impedita l’evasione di due detenuti dal cortile passeggi. Un bravo collega della Polizia Penitenziaria è stato particolarmente attento ed ha immediatamente dato l’allarme, impedendo quindi che l’evasione si verificasse. Bravissimi i colleghi di Vercelli, che lavorano costantemente in condizioni difficili, con una presenza di detenuti che si attesta quasi a 400 presenze rispetto alla capienza regolamentare di 200 posti letto ed un organico della Polizia Penitenziaria carente di 57 unità. Questo grave episodio conferma ancora una volta le gravi criticità del sistema carcere e le responsabilità di chi, come il Provveditore regionale del Piemonte, seppur più volte sollecitato da SAPPE ad intervenire sui problemi di Vercelli non è – di fatto – mai intervenuto, come non non ha però posto in essere adeguate misure di sicurezza anche il Direttore del carcere, più volte invitato ad sanare le criticità dell’Istituto.”

E’ quanto dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione a quanto avvenuto nel carcere di Vercelli.

“La situazione penitenziaria è sempre più incandescente” sottolinea il SAPPE. “Lo confermano drammaticamente i gravi episodi accaduti nelle ultime ore nelle carceri italiane, le manifestazioni e le proteste di detenuti sempre più violente, le gravi e inaccettabili aggressioni ai nostri Baschi Azzurri, unici rappresentanti dello Stati impegnati 24 ore al giorno nella prima linea delle sezioni detentive delle carceri. Ma soprattutto lo evidenziano i continui tentativi di evasione e le evasioni vere e proprie. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. C’è bisogno di una nuova politica della pena. La frequenza di questi gravi episodi un po’ in tutta Italia e l’assenza di concreti provvedimenti per il sistema carcere da parte delle Istituzioni e della politica ci preoccupa. Oggi la Polizia Penitenziaria ha carenze organiche quantificate in 6mila unità: bisogna allora accelerare sulle previste assunzioni di 2mila nuovi Agenti. Ma nel frattempo, un’ottima soluzione potrebbe essere quella di impiegare i militari delle Forze Armate per i servizi di vigilanza esterna degli istituti penitenziari.”

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