Carceri, UIL: troppe polemiche e fantasie sulla detenzione di Iovine

arresto-iovine2Roma, 21 nov – «Riteniamo sia  giunta l’ora di fa giustizia delle fantasiose ricostruzioni giornalistiche e delle inutili polemiche che stanno fiorendo intorno alla detenzione del camorrista Iovine. Sin dalle prime ore successive all’arresto l’esponente del clan dei Casalesi è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Avellino. Nessun transito, dunque, per Secondigliano e men che mai trasferimenti per motivi precauzionali. Così come ci paiono fuori luogo le polemiche che stanno scoppiando circa la futura destinazione di Antonio Iovine».

Il Segretario Generale della UILPA Penitenziari Eugenio Sarno, interviene per chiarire e commentare le fasi detentive del capo clan di Casal di Principe.

«Il detenuto è stato preso in consegna, ieri, dagli uomini del GOM (Gruppo Operativo Mobile) della Polizia Penitenziaria. Il fatto, però, che solo dopo 3 giorni sia stata assegnata la competenza al GOM non ci pare un esempio di funzionalità e tempestività da parte dell’Amministrazione penitenziaria, al netto dei tempi tecnici per la firma del provvedimento  che sottopone Iovine al carcere duro. Per questo – aggiunge Sarno – tutto il nostro plauso va al reparto  di Polizia Penitenziaria di Avellino che, coordinato dal Comandante Sgambati,   ha gestito per 3 giorni un detenuto dal particolare spessore criminale. D’altro canto ad Avellino al culmine della propria carriera criminale,  era stato già detenuto lo storico boss della camorra Raffaele Cutolo».

La detenzione di Iovine rinfocola vecchie polemiche ed allarmi sulla gestione dei detenuti sottoposti al 41-bis, nel tempo rilanciati dalla UIL.

«Il GOM è certamente uno dei fiori all’occhiello della Polizia Penitenziaria, essendo precipuamente destinato alla sorveglianza di detenuti particolari e sottoposti al 41-bisi. Se, però, il DAP non consente al GOM di esprimersi seconda le proprie potenzialità accade che a Milano Opera, ed in altre sedi, i detenuti sottoposto al 41-bis siano piantonati, tradotti e scortati alle video conferenze da personale non specificatamente addestrato, incidendo ed aggravando i carichi di lavoro del personale dei quadro permanente. Su questo punto – sottolinea il Segretario della UIL Penitenziari – crediamo che il Ministro Alfano debba alzare la soglia dell’attenzione e della vigilanza».

Sulla futura destinazione di Nuoro la UILPA penitenziari getta acqua sul fuoco delle polemiche .

«Leggiamo di legittime preoccupazioni espresse dal Governatore Cappellacci e dall’on.le Palomba circa l’inadeguatezza di Badu e Carros. Ci pare opportuno sottolineare che la struttura penitenziaria nuorese è stata recentemente ristrutturata e dispone di sale attrezzate per la video conferenza e, quindi, compatibile per  attrezzare una Area Riservata. Evidentemente se il competente ufficio dipartimentale ha ritenuto dover individuare in Nuoro la futura sede di detenzione per Antonio Iovine saranno state valutate tutte le garanzie e le caratteristiche. E’ chiaro che la presenza di un boss di tale spessore non solo deve prevedere un adeguato contingente del GOM ma quant’anche un adeguamento degli organici della Polizia Penitenziaria di Nuoro, abituata anch’essa da tempo a gestire  i più incalliti criminali. Sono certo – conclude Sarno – che Cappellaci e Palomba una volta rassicurati sulla funzionalità di Badu e Carros orienteranno tutti gli sforzi e gli impegni per garantire la necessaria sinergia con l’Amministrazione penitenziaria per contribuire alla sicurezza dell’intero Paese».  

Il video dell’arresto di Iovine
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