Carceri, UIL : l’Amministrazione ha conti in rosso ma Ionta dispone interventi straordinari

carcere-15Roma, 6 ott – «Sulla deficitaria situazione contabile dell’Amministrazione Penitenziaria ci siamo più volte espressi e non possiamo non confermare come i circa 150 milioni di debiti del DAP  rappresentino un fardello esiziale per il funzionamento dell’intero sistema carcere. Tra qualche giorno non sarà più possibile garantire il pieno agli automezzi di servizio e ciò impedirà la presenza dei detenuti nelle aule dibattimentali. Non sarà più possibile approvvigionare materiali di pulizia per le celle e questo inciderà sulla già precaria situazione igienico sanitaria  delle strutture detentive. Persino i fondi per il vitto quotidiano ( 3,65 euro  procapite al giorno per detenuto per colazione, pranzo e cena ) sono praticamente esauriti. Per non parlare delle somme che l’Amministrazione deve al personale di polizia penitenziaria da circa diciotto mesi per il saldo di servizi straordinari e di missioni espletate».

Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, torna a puntare l’indice sulla situazione contabile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Per la UIL  il Governo deve quanto prima trovare le risorse economiche utili al sostentamento, altrimenti il rischio è di una implosione violenta ed incontrollabile.

«Anche ai non addetti ai lavori appare chiaro l’insostenibilità dell’attuale situazione afferente ai nostri penitenziari. Le scarse, inesistenti, risorse economiche non solo non consentono all’Amministrazione Penitenziaria di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla Carta Costituzionale, quanto la costringono ad ammassare uomini in celle degradate alla stregua di animali all’ingrasso. Perché al netto delle alchimie matematiche la cruda realtà è che ad oggi nelle patrie galere si trovano ristretti circa 67.500 detenuti a fronte di una disponibilità di circa 42.800 posti. E la polizia penitenziaria il cui organico fu fissato nel 2001 in circa 45mila unità (per 43mila detenuti) può contare solo su circa 37mila unità, di cui circa 2500 impiegate in strutture non detentive.  In tal modo – sottolinea SARNO –  si  alimenta quell’orrore e quella vergogna cui ha fatto cenno, autorevolmente, il Capo dello Stato. Per questo il Governo è chiamato, anche moralmente, a trovare le necessarie risorse economiche per garantire la funzionalità del nostro sistema penitenziario».

La UIL PA Penitenziari, però, riconosce come nonostante la grave situazione economica il Capo del DAP, Franco Ionta, è riuscito a mettere le toppe ad alcune situazioni che avrebbero potuto generare gravi tensioni o alimentare problemi sanitari.

«Dobbiamo riconoscere al Presidente Ionta – dichiara Eugenio SARNO – di aver risolto attraverso la Cassa Ammende alcune situazioni che avrebbero generato gravi problemi. Ci riferiamo ai circa 50mila euro stanziati per lo svuotamento dei liquami nei cunicoli della Casa di Reclusione di Augusta e dei circa tremilioni e 500mila euro stanziati, su proposta del Provveditore Pagano,  per garantire il funzionamento degli impianti di riscaldamento a sette carceri lombarde : Milano Bollate, Brescia Verziano, Como, Cremona, Monza, Pavia e Vigevano. Questa determinazione del Capo DAP ci pare connotata da responsabilità e buon senso. Purtroppo la Cassa Ammende è una cassaforte ormai quasi vuota e non sempre si potrà agire in via straordinaria. Per questo rilanciamo – conclude il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari –  la proposta cha abbiamo già formulato al Ministro Palma, ovvero quella di stornare fondi dal piano carceri per destinarli ad un piano di manutenzione straordinaria e di automazione. In sintesi: qualche carcere nuovo in meno per garantire la funzionalità di quelli in uso. Così come sarebbe opportuno che attraverso il FUG (Fondo Unico Giustizia) il Ministro Palma spalmi  le risorse tra i vari Dipartimenti  per garantire al DAP il pagamento di  quanto dovuto alla polizia penitenziaria».

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